«Prima le botte poi volevano investirci»

Pietro Paolo Cossu, volontario di Agosto 89, denuncia i due turisti romani che l’hanno aggredito la mattina di Ferragosto

PORTO CERVO. È ancora tumefatto e dolorante Pietro Paolo Cossu, volontario cinquantenne di Arzachena, aggredito e pestato a sangue la mattina di Ferragosto da due turisti in vacanza. Ha il setto nasale fratturato e il suo volto è ancora devastato dal pugno terribile sferrato da uno di quei ragazzi fuori controllo che si aggiravano come falchi intorno alla discoteca Just Cavalli (dove peraltro li avrebbero respinti all’ingresso), al Pevero, vicino a Porto Cervo, mentre lui era impegnato in un intervento di soccorso come volontario, autista dell’ambulanza dell’associazione Agosto 89. «Non era mai successa una cosa simile – racconta – lavoriamo ininterrottamente tutto l’anno, non ci siamo mai fermati durante la pandemia. Facciamo tutto questo per gli altri, meritiamo rispetto».

Ne avrà per 15 giorni ancora, ma già oggi – assistito dal suo difensore, l’avvocato Ezia Orecchioni – presenterà ai carabinieri di Porto Cervo la denuncia (anche per conto di Agosto 89) contro gli autori del pestaggio, che si aggiunge a quella già avviata d’ufficio dagli stessi carabinieri che alle 5 del mattino di Ferragosto sono intervenuti sul posto. Già individuati i due protagonisti della notte brava grazie alla targa dell’auto a noleggio: si tratta di due giovani turisti romani, frequentatori abituali delle estati in Costa Smeralda.

«Erano come belve – racconta Pietro Paolo Cossu, ancora provato dalla notte da incubo – stavamo intervenendo a poca distanza dalla discoteca per assistere un giovane steso a terra, forse colto da malore. A un certo punto abbiamo sentito il rombo dell’auto che si avvicinava, una Mercedes gialla con dentro due ragazzi e una ragazza. La strada era stretta e, oltre l’ambulanza, su un lato c’era un’auto parcheggiata. La Mercedes non sarebbe mai potuta passare eppure il conducente ha cercato a tutti i costi di infilarsi gridando di spostarci perché gli stavamo rovinando le vacanze. Mi sono avvicinato al finestrino dell’auto per dirgli di aspettare un attimo che stavamo soccorrendo una persona, ma quello è sceso bruscamente è mi ha colpito con un pugno fortissimo al volto». «Siamo finiti a terra – continua Cossu – e lui stava per colpirmi ancora quando sono intervenuti i miei colleghi e gli uomini della security della discoteca che lo hanno allontanato. Non era ancora finita, il giovane è risalito in macchina nel sedile posteriore e sono ripartiti in tutta fretta con l’amico alla guida, sempre gridando e minacciando. Hanno persino puntato l’auto contro di noi e contro le tantissime persone presenti sul posto. Volevano investirci tutti».

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