Il Grig: «È un bene che le mucche di Coluccia ritornino a casa»

SANTA TERESA. Gli ambientalisti appoggiano la decisione del Comune e dell’azienda agricola proprietaria da tre anni dell’isola di Coluccia di adottare le mucche di zio Agnuleddu. Con un’ordinanza...

SANTA TERESA. Gli ambientalisti appoggiano la decisione del Comune e dell’azienda agricola proprietaria da tre anni dell’isola di Coluccia di adottare le mucche di zio Agnuleddu. Con un’ordinanza del sindaco Stefano Pisciottu è partito l’iter per la cattura dei bovini cresciuti allo stato brado da 25 anni, che girovagano nella frazione di Porto Pozzo e lungo la statale che attraversa il borgo. Una proposta condivisa con il servizio veterinario della Assl di Olbia che prevede una profilassi per la quindicina di capi, tra cui cinque vitelli e due tori. E la successiva disposizione dell’ente locale, terminata la fase sanitaria, di donare gli animali alla Biru srl, la società agricola proprietaria di Coluccia. «È una scelta positiva – afferma il presidente del Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi –. Far tornare la mandria che discende da quella storica di ziu Agnuleddu sull’isola di Coluccia è positivo per l’ambiente, il benessere di residenti, visitatori e turisti. Con questo provvedimento sindacale i bovini inselvatichiti torneranno nella “loro terra”. Essi stessi torneranno a essere una caratteristica di Coluccia. Un plauso al nuovo proprietario e all’amministrazione per la scelta alternativa a quella dell’abbattimento». Dopo 25 anni la mandria torna quindi sull’isola super tutelata. Le operazioni si svolgeranno alla presenza del personale dell’azienda sanitaria e della polizia locale. La presenza dei bovini è un pericolo continuo per gli automobilisti. (w.b.)

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