Mega discarica nell’ex stazione

Il comitato Salute Legalità presenta un esposto in procura: «Le campagna di Enas vanno tutelate»

OLBIA. Il mix di veleni è servito su un sottofondo di cinguettii primaverili, in un quadro bucolico dal verde intenso. Nel cuore della campagna di Enas, nell’area intorno alla vecchia stazione, cresce una nuova bomba ecologica che si candida a diventare una seconda Sa Corroncedda. Un camper e un furgone cannibalizzati. Montagne di pneumatici, apparecchi elettrici, fusti di olio, ferro. E ancora divani, cucine, pezzi di motore, brandelli di macchine. Un anno fa l’immobile era stato occupato abusivamente da alcune famiglie. Chi passava da quelle parti non poteva non notare i bambini che giocavano davanti alla ex casa cantoniera a due piani. Nel piazzale i giochi e i palloni, le finestre illuminate, nel silenzio il rumore ostinato di un gruppo elettrogeno. Poi le luci si sono spente, gli occupanti sono spariti, ma il degrado è rimasto. E giorno dopo giorno si è moltiplicato.

Il Comitato “Ambiente Salute Legalità” già nove mesi fa aveva denunciato la situazione. Ora prepara un esposto alla procura di Tempio. Lo stesso gruppo di di cittadini, guidato da Rita Padre, aveva segnalato la presenza della maxi discarica di Sa Corroncedda. Un atto che aveva costretto l’amministrazione comunale ad accelerare la chiusura del campo nomadi e a impedire l’accesso all’area. La procura aveva aperto una indagine.

Campagna sfregiata. Per raggiungere la vecchia stazione di Enas ci si lascia la città alle spalle. Una manciata di chilometri che ti catapulta nella bellezza profumata della campagna, tra paesaggi verdi e greggi di pecore. Il percorso, che corre parallelo alla vecchia ferrovia, è frequentato da runner e ciclisti oltre che dalle persone che vivono in questo pezzo di campagna a due passi dal centro urbano- Come ci si avvicina alla vecchia stazione compaiono le prime discariche. È molto semplice per gli incivili raggiungere queste zone e scaricare di tutto.

Povera vecchia casa cantoniera. L’edificio a due piani è circondato dalle discariche. I fili natalizi intrecciati nei rami di un ulivo all’ingresso sono la traccia di una recente presenza umana. Come la cameretta per bambini al piano terra. Al piano superiore materassi, frigoriferi, pezzi di arredamento. La vecchia casa cantoniera, nonostante lo stato di abbandono e degrado, conserva la sua bellezza, con l’antico pavimento dalle mattonelle bicolore e le scale di granito. A destra una panchina di legno, sedili di un bus. Tutto intorno rifiuti. Una cucina, un vecchio divano di pelle con sopra un materasso. E ancora cuscini saturi di acqua e sporcizia, batterie di auto, sedie e tavoli, seggiolini da auto per neonati. Sembra quasi che in ogni discarica qualcuno abbia svuotato la cantina. Qualche decina di metri più lontano una vecchia casetta dei ferrovieri è stata trasformata in toilette, ma senza sanitari. Il wc è il pavimento.

Sa Corroncedda non docet. Rita Padre porta avanti la missione del comitato Salute Ambiente Legalità con un misto di passione e determinazione. Il gruppo di volontari-sentinelle controllano il territorio segnalando le discariche e i problemi ambientali. Nove mesi fa avevano denunciato l’occupazione abusiva della ex casa cantoniera e il degrado crescente intorno all’area della stazione di Enas. «Siamo ritornati nei giorni scorsi e la situazione che abbiamo trovato fa venire da piangere – commenta Padre –. Un’area vasta, tra l’altro vicino al fiume, è completamente piena di discariche, con la presenza anche di rifiuti pericolosi. Purtroppo quanto successo a Sa Corroncedda non ha insegnato nulla. Bisogna vigilare e intervenire. Siamo pronti a presentare un esposto in procura».

Conto salato. Per bonificare Sa Corroncedda è stata stimata una spesa di 10 milioni di euro. La situazione nell’area della stazione di Enas non è a quei livelli, ma il conto sarà comunque salato. Il danno ambientale cresce giorno dopo giorno.

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