Olbia, la visita cardiologica? Si può fare solo a pagamento

Il servizio, sospeso inizialmente causa Covid, non è mai stato ripristinato. Chi ha bisogno di un controllo cardiologico è costretto a farlo in intramoenia, oppure a Tempio o in altri distretti

OLBIA. Chi ha bisogno di una visita cardiologica negli ambulatori del distretto di Olbia si metta il cuore in pace e una mano nel portafoglio. Il servizio, sospeso inizialmente causa Covid, non è mai stato ripristinato. Chi ha bisogno di un controllo cardiologico è costretto a farlo in intramoenia, oppure a Tempio o in altri distretti.

La denuncia arriva dai consiglieri della Coalizione civica che hanno presentato una interrogazione sull’argomento. E chiedono un intervento del sindaco.


“Il Cup del distretto di Olbia non darebbe nessun altra opzione se non quella di effettuare la prenotazione presso l'ambulatorio del Distretto di Tempio o addirittura presso quelli di altre Assl distanti, in alcuni casi, anche centinaia di chilometri dalla nostra città”l - scrivono Antonio Loriga. Rino Piccinnu, Amedeo Bacciu, Giorgio Corrias, Patrizia Desole e Ivana Russu -. Le visite cardiologiche sono definite, a ragione, anche salvavita e, infatti, l'elettrocardiogramma dinamico holter e ecocolordoppler, sono visite specialistiche di particolare importanza, i cui risultati, se sollecitamente valutati e le eventuali anomalie immediatamente e adeguatamente trattate, consentono di salvare vite umane”.

Ai consiglieri di opposizione risulta peraltro “che, nello stesso sito di Olbia, possano invece essere prenotate ed eseguite normalmente le visite cardiologiche con la modalità "intramoenia", che prevede, come noto, il pagamento di una somma sensibilmente superiore a quella dovuta al servizio pubblico per la medesima prestazione, con evidenti ripercussioni economiche negative soprattutto sui cittadini meno abbienti;”.

La Coalizione civica sottolinea come “la sanità efficiente è un diritto di tutti tutelato dalla nostra Costituzione; che le disfunzioni, comprensibili nella prima parte della pandemia, non possono diventare stabili e occorre dunque lavorare per ripristinare e anzi migliorare i servizi sanitari per garantire ai cittadini sicurezza e tranquillità”.

“È incomprensibile che in una città in continua crescita demografica quale quella di Olbia, che conta oltre sessantamila residenti e che ospita quotidianamente decine di migliaia di persone per lavoro e turismo (oltre l'utenza proveniente dai popolati paesi del Distretto) possa rimanere sguarnita per diversi mesi di un servizio essenziale quale quello in parola. Per questo chiediamo al sindaco di Olbia, massima autorità sanitaria della città, se sia a conoscenza della situazione e quali azioni intenda urgentemente intraprendere presso le competenti direzioni sanitarie, locali e regionali, per porre fine alla situazione riferita e tutelare la salute dei cittadini olbiesi e del territorio limitrofo” .

Sullo stesso argomento ha presentato una interrogazione il consigliere regionale, Giuseppe Meloni.

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