Cemento in mare, stop ai lavori

Il Comune di Arzachena blocca il cantiere della piattaforma in spiaggia: l’autorizzazione è scaduta

ARZACHENA. Stop ai lavori di realizzazione di una piattaforma sul mare, nel litorale di Cannigione. A ordinare l’immediata sospensione del cantiere è stato il Comune di Arzachena. Il provvedimento a firma del dirigente del settore Antiabusivismo e controllo edilizio Mario Chiodino è scattato in seguito a un sopralluogo disposto dall’ufficio comunale che si è mobilitato per verificare la legittimità dell’esecuzione dei lavori dopo la denuncia sui siti web della presenza in mare di numerosi plinti in cemento armato. Lavori che, dagli accertamenti eseguiti dai tecnici comunali sono risultati essere abusivi. Realizzati cioè in assenza di titolo edilizio, in quanto scaduto al momento dell’inizio dei lavori. Il dirigente ha quindi ordinato l’immediata sospensione del cantiere.

Plinti di cemento in mare. Il caso era esploso qualche giorno fa. E aveva fatto il giro del web con foto dei plinti in cemento armato che spuntavano dal mare postate su Facebook e relativi commenti, perplessità e interrogativi sull’opera in fase di realizzazione in quel tratto di costa. Si tratta – così come accertato dal Comune nel corso del sopralluogo per verificare la regolarità delle opere – di 18 plinti in cemento armato prefabbricati, con relativi pilastri innestati alla base, posati sul fondale marino su uno specchio di mare esteso circa 112 metri quadri. Lì sopra sarà costruita una piattaforma. L’opera è adiacente al pontile della spiaggia di Cannigione.

Il cartello apposto nell’area del cantiere indica come committente la “Pontile Golfo di Arzachena srl”, con data di inizio lavori il primo marzo 2021 e conclusione il 15 giugno.

Gli accertamenti. Esaminando gli atti, il Comune ha accertato che il 28 ottobre 2019 il Suape ha rilasciato il permesso per realizzare la piattaforma sul mare. Ma dall’esame della documentazione, non risulta comunicato l’inizio dei lavori, contrariamente a quanto indicato nel cartello. La normativa (così come spiega l’ordinanza del dirigente) stabilisce che il titolo edilizio decade dopo un anno dal suo rilascio nel caso in cui i lavori non abbiano inizio entro quel periodo. In questo caso, il permesso era stato rilasciato il 28 ottobre 2019, pertanto il termine ultimo per la comunicazione di inizio lavori doveva essere il 27 ottobre 2020. Ma nessuna comunicazione è arrivata all’ufficio entro quella data, per cui l’autorizzazione è scaduta: le opere risultano essere realizzate in assenza del titolo edilizio.

L’ordinanza. Alla luce di quanto emerso dagli accertamenti, il dirigente del settore Antiabusivismo e controllo edilizio del Comune ha, quindi, emesso un’ordinanza con la quale ordina «l’immediata sospensione dei lavori inerenti la realizzazione di una piattaforma sul mare in adiacenza al pontile della spiaggia di Cannigione».

Il precedente. Nei giorni scorsi un’altra struttura sul mare, ben più imponente, era stata bocciata dai giudici del Tar. La grande pedana, di circa 600 metri quadri, che una società avrebbe voluto costruire nelle acque di La Conia, sempre nel litorale di Cannigione, per metterci sdraio e ombrelloni, non è stata autorizzata dal Comune, che ne ha contestato l’impatto paesaggistico e ne ha disposto il dimezzamento. La società ha quindi presentato ricorso al tribunale amministrativo sostenendo tra le altre cose che il Comune non ha competenza in mare. A fine febbraio i giudici hanno respinto definitivamente il ricorso della società e ha accolto le ragioni del Comune che, secondo i giudici, può a pieno titolo pronunciarsi nel merito della questione.

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