Covid, M5s: «Controlli dei passeggeri al porto, in centinaia non fanno il tampone»

Ats e protezione civile devono verificare i documenti di chi sbarca. In caso di mancato certificato di negatività devono farli sottoporre a test 

OLBIA. L'assalto alla Sardegna in zona bianca è già cominciato. Almeno secondo la denuncia del Movimento 5 stelle. Il gruppo pentastellato sostiene che la rete dei controlli al porto dell'Isola Bianca abbia più di una maglia slabbrata.

La denuncia. «La tanto temuta invasione è già cominciata - sostengono i consiglieri pentastellati Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, Desirè Manca, Alessandro Solinas -, ma soprattutto i rigidi controlli sbandierati dal presidente della Regione nei fatti, sono talmente blandi da aver già consentito l'ingresso di centinaia di turisti, italiani e stranieri, privi di certificato di negatività al Covid, e senza che si fossero sottoposti al test gratuito presso la stazione marittima». 

Fuga di massa. Il M5s racconta che nella giornata di ieri, 15 marzo, con oltre 900 passeggeri sbarcati all'Isola Bianca, «la stragrande maggioranza, dopo aver rifiutato di sottoporsi al test . aggiunge Li Gioi - ha lasciato la banchina senza aver dovuto comunicare le proprie generalità e il proprio numero di telefono al personale addetto ai controlli. Come verranno rintracciate queste centinaia di persone per essere certi che si siano sottoposte al test nelle 48 ore successive e che siano risultate negative?».

Casi positivi. I consiglieri raccontano di alcuni turisti stranieri, arrivati in Sardegna in camper. Si sono sottoposti al tampone rapido all'interno della stazione marittima «ma la comunicazione della positività è arrivata quando erano già a più di cento chilometri da Olbia. Un altro caso riguarda una coppia di viaggiatori, avvisati della propria positività mentre consumavano tranquillamente in un bar della città. Fatti gravissimi che mettono in evidenza le falle gigantesche di questa macchina dei controlli, tanto celebrata ma in concreto assolutamente fallace». 

Le competenze. Nel primo giorno di entrata in vigore dell'ordinanza del presidente Solinas nel piazzale dell'Isola Bianca c'era uno schieramento massiccio di forze, da grande evento. Capitaneria di porto, Security dell'Autorità portuale, Protezione civile, Croce rossa. Era più che naturale che la macchina dei controlli, dopo un primo rodaggio, non avrebbe potuto contare su tutti quegli uomini, destinati ad altre mansioni. 

Dalla Capitaneria di porto precisano il loro ruolo: controllare che le operazioni di imbarco e sbarco si svolgano in sicurezza. Nessuna competenza su tamponi e autocertificazioni, in capo ad Ats-Protezione civile. 

L'Autorità portuale, tramite un accordo con Ats-Regione, ha messo a disposizione gli spazi della stazione marittima per allestire l'hub tamponi. Una volta che i mezzi sbarcano in banchina, gli uomini della Security, rilevano la temperatura dei passeggeri e indirizzano le persone verso la stazione marittima per sottoporsi al test Covid rapido. 

Buco nero. Secondo il M5s c'è quindi un buco nero nei controlli tra il momento in cui i passeggeri sbarcano dalle navi e il momento in cui devono entrare a fare il tampone nel caso in cui non abbiano il certificato di negatività al Covid-19. 

 

 

 

 

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