Chirurgia, 2 nuovi medici e arriva anche il primario

Schiarita all’orizzonte per uno dei reparti critici dell’ospedale Paolo Dettori  Quattro candidati al concorso voluto dal commissario straordinario Logias

TEMPIO. Si profila un futuro più sereno all’orizzonte per il reparto di chirurgia dell’ospedale Paolo Dettori di Tempio, spesso in sofferenza per la cronica carenza di personale in organico. A cambiare la prospettiva e ad accendere nuove speranze per un servizio più attento ai pazienti ed agli stessi addetti, (alcune volte anche ingiustamente criticati per una loro presunta non operatività), è stato lo svolgimento del concorso per la nomina del primario, voluto dal nuovo commissario straordinario Francesco Logias, cui spetta il compito di attuare nel tempo le nuove norme previste dalla legge di riforma regionale sulla sanità.

Il bando ha visto la partecipazione di quattro aspiranti primari e ora spetta all'azienda sanitaria decidere su chi puntare. Possibilmente – è l’auspicio – in tempi non troppo lunghi. Tutto nel rispetto delle normative e dei diritti, in primo luogo, ma anche per un rilancio di immagine e di efficienza del reparto stesso, derivante sia dalla capacità e dalla professionalità di tutti gli operatori ma anche dai numeri che lo stesso reparto riuscirà a produrre.

Intanto, nel reparto di chirurgia al Paolo Dettori è arrivata in nuovo medico, una dottoressa che lavorava al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. Per la nomina del nuovo primario, invece, si deve ancora attendere e ciò sta determinando un rallentamento nelle procedure di ricovero e nelle conseguenti operazioni, nonostante il reparto stia operando con un buon ritmo di prestazioni ambulatoriali.

Per il Paolo Dettori si tratta di un passaggio importante, anche perché la nomina del nuovo medico – che avrà, dopo diversi anni di assenza, non il ruolo di “responsabile” del reparto, ma quello di “primario” – sarebbe stata sinora bloccata da mere questioni burocratiche. Un fatto che viene osservato dai cittadini dell’alta Gallura con una certa preoccupazione, peraltro legittimata,sia dalla necessità che il reparto di chirurgia abbia una guida autorevole e duratura, sia dalla preoccupazione che un traguardo che sembrava raggiunto dopo anni di attesa, possa svanire per mere questioni burocratiche. Come altre volte è accaduto, quando i gravi problemi dell’ospedale tempiese sono stati incredibilmente disattesi sul filo di lana, nonostante le solenni promesse in tutte le sedi, i “viaggi della speranza” in Prefettura a Sassari o alla Regione a Cagliari.

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