Nizzi difende il nuovo Puc: «Olbia diventerà migliore»

Costa Turchese, due hotel di lusso e 500 ettari di verde riqualificato da utilizzare Sa Marinedda, il porto turistico raddoppia ma dovrà convivere con i mitilicoltori

OLBIA. «Il nuovo Puc disegna una città migliore, ecosostenibile, a misura d’uomo, senza auto in centro e con sempre più spazi verdi e piste ciclabili». Il sindaco Settimo Nizzi racconta il piano urbanistico appena votato a maggioranza dal consiglio comunale dopo tre giorni di maratona in aula per esaminare le 800 osservazioni presentate dai cittadini (22 approvate all’unanimità). È decisamente un piano figlio della visione green, pedonale e ciclabile che ha caratterizzato questo mandato del sindaco uscente e ricandidato.

La polemica. La sua narrazione urbanistica è cosa profondamente diversa da quella dei consiglieri comunali d’opposizione che ieri, spiegando il loro voto contrario, hanno liquidato la pratica con un categorico «Puc da buttare». O peggio, «un Puc al servizio di tre grandi imprenditori a discapito di tutti gli altri». «Non ci sono figli e figliastri, piuttosto regole e linee guida – replica Nizzi – nel piano tutti i cittadini sono trattati allo stesso modo e il risultato sarà una città migliore e in linea con il quadro ambientale che è cambiato e cambierà ancora nei prossimi anni». «Però rispettare non significa accontentare tutti – aggiunge – sarebbe facile e mi farei tanti amici, ma preferisco seguire le regole che ci siamo dati per una fare di Olbia una città migliore».

Costa Turchese. La parte del leone nel confronto con l’opposizione la fanno le grandi lottizzazioni come Costa Turchese, croce e delizia della famiglia Berlusconi, o il raddoppio del porto Marina di Olbia dell’imprenditore Sergio Zuncheddu. «Abbiamo fatto quello che avevamo detto: solo hotel di lusso nelle zone F e non seconde case – chiarisce il sindaco –. Costa Turchese significa due alberghi a 5 stelle che porteranno in dote 500 ettari di verde riqualificato. Un valore enorme per la città, che l’ente pubblico da solo non potrebbe mai realizzare, il privato sì. Per quanto mi riguarda, questi alberghi li farei costruire già domani».

La Marina di Olbia. «In questo caso – spiega Settimo Nizzi – si tratta di un progetto già approvato da anni e inserito nel Piano regolatore del porto. L’opposizione mi accusa di danneggiare i mitilicoltori, ma non è vero. Al contrario, noi perseguiamo l’obiettivo di far convivere i tre valori irrinunciabili della nostra portualità: i trasporti commerciali, il diportismo turistico e la mitilicoltura. Tutti e tre fanno parte della nostra storia».

Le cozze. «Da giovane ho lavorato anche come cozzaro e rispetto la categoria – confessa – pertanto nessuna avversità, altrimenti non si spiegherebbe il via libera all’ampliamento delle concessioni al Lido del Sole. La realtà è che dobbiamo aiutare questo comparto a fare un salto verso la modernità e la sostenibilità ambientale, ad esempio con l’uso di barche non più a gasolio».

Murta Maria. «La frazione diventerà un giardino – dice il sindaco–. Il Puc prevede nuovi insediamenti per circa duemila persone ma saranno restituite all’uso pubblico grandi porzioni di territorio che diventeranno spazi verdi, servizi e nuova viabilità. Inoltre, questa maggiore forza antropica produrrà l’effetto di accelerare la riqualificazione della discarica di Spiritu Santu con il nuovo impianto di termovalorizzazione. Dico riqualificare e non chiudere o spostare, perché la discarica da lì non può essere trasferita». «Non è questione di cemento in più o in meno – aggiunge Nizzi – il punto è migliorare la qualità della vita dei cittadini in quartieri e frazioni come Isticcadeddu, Monte Pino e appunto Murta Maria. Insomma, la città urbanizzata non deve finire all’Auchan e a Sa Marinedda».

L’emendamento chiave. Il sindaco non ha dubbi: l’osservazione più importante, recepita dalla maggioranza, è quella che riguarda la possibilità edificatoria nelle zone agricole. «Quello presentato dal consigliere Vanni Sanna è un emendamento fondamentale – conferma Settimo Nizzi – il lotto minimo edificabile in campagna sarà di un ettaro e non tre come nella stesura originale».

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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