Palme già “benedette” vendute a domicilio, il parroco smentisce

Don Tamponi usa i social per mettere in guardia i fedeli «Usano il mio nome. Vietato far pagare cose consacrate»

OLBIA. Si aggirano per le case con lo zaino pieno di palme ben intrecciate. La messa di domenica si avvicina e i più scaltri, per battere la concorrenza, hanno deciso di ricorrere ai metodi più estremi: «Comprate queste, le ha già benedette don Tamponi!». Ovviamente non è vero. E per questo il parroco di San Simplicio, che è il più social dei preti della città, è intervenuto è intervenuto su Facebook per mettere in guardia i fedeli e anche un po’ per tutelare se stesso. «Allora, giusto per capirci, stanno passando per le case a vendere palme “già benedette da me”. Intanto le cose benedette non si vendono, è sacrilego e simoniaco – ha digitato il sacerdote –. A questo aggiungo non lo sgomento per chi vuole vendere, ma lo shock per voi che le comprate. The show must go on». Un post ironico, ma solo fino a un certo punto, che in poche ore ha collezionato circa 400 like, commenti e condivisioni. «Mi è stato riferito che c’è qualcuno che, davanti ai supermercati e casa per casa, sta vendendo palme che sarebbero state già benedette da me – spiega il parroco –. Le cose non stanno così, ovviamente. È una cosa che non si può fare. Non si può vendere nulla di benedetto e questo vale sia per i preti che per i non preti». Poi ride: «La cosa mi fa sorridere. È come se volessero dire: comprate queste perché funzionano meglio. A parte questo, è giusto spiegare come stanno realmente le cose». Chiarito il discorso, don Tamponi riflette sul fenomeno della vendita. Da sempre, in vista della Domenica delle palme decine di giovani e meno giovani, si organizzano per intrecciare e mettere in vendita il simbolo della giornata. Un fenomeno tollerato per un motivo ben preciso. «Qualcuno, con la vendita delle palme, ci vive anche. Io faccio il prete, la finanza fa la finanza – dice don Tamponi –. Quante volte sentiamo di una persona che ruba una mela al supermercato e poi la polizia, quando arriva, gli fa la spesa? Certe cose non possiamo perseguirle. È la povertà che si organizza, anche se, certe volte, va guidata. Come nel caso delle palme già benedette: giusto almeno specificare che la benedizione avviene domenica. Quest’anno tra l’altro ognuno dovrà portare la sua palma. Causa Coronavirus non potremo distribuirle come una volta».

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