Olbia, i molluschicoltori sul Puc: «Nessuno ci sfratterà dal golfo. Chi ha questa idea si metta il cuore in pace»

I filari di cozze a due passi dal porto turistico di Sa Marinedda

Il presidente del consorzio, Bigi: «Abbiamo regolari concessioni fino al 2032. E la revoca può esserci solo per un reale interesse pubblico, che non può certo essere un porto turistico privato»

OLBIA. Il Puc non può sfrattare le aziende della mitilicoltura dal golfo di Olbia. La rassicurazione arriva dai Molluschicoltori di Olbia, il consorzio che mette insieme le aziende che portano avanti la storica attività sul mare.

Il piano urbanistico disegnato dall' amministrazione di Settimo Nizzi prevede il raddoppio del porto turistico di Sa Marinedda con l'ampliamento a est, per fare spazio ai maxi yacht. Nelle stesse aree, per circa 15 ettari, ci sono alcune concessioni di mitilicoltura. 

Il cortocircuito sta proprio in questo. Il Comune ha inserito nel Puc il progetto di ampliamento dell'imprenditore Sergio Zuncheddu, contenuto nel Piano regolatore del porto nel 2010, cassato dal ministero e mai entrato in vigore. Nel piano urbanistico viene dato invece come acquisito. 

«Desideriamo rassicurare quanti hanno a cuore la nostra attività e i nostri prodotti - spiega Bigi -.  Il Puc non può prevedere lo sfratto dal golfo delle aziende olbiesi della mitilicoltura. Sicuramente questa ipotesi, riferita peraltro ai soli 15 ettari adiacenti il porto turistico e non all’intero golfo, era ed è nelle recondite intenzioni di diversi soggetti istituzionali e imprenditoriali. E non da oggi peraltro, ma sin dal lontano 2010, quando venne “adottato” un Piano regolatore del porto da noi contestato perché illegittimo e infatti cassato successivamente, mai entrato in vigore e a tutt’oggi dunque “inesistente”. Viceversa nel Puc lo si espone come se invece il Piano regolatore fosse vigente».

C'è poi una questione di competenza. La Regione rilascia le concessioni ed eventualmente può revocarla. Ma per interesse pubblico. «Per la parte relativa alla molluschicoltura, la competenza costituzionale unica è della Regione Sardegna che infatti ha rilasciato al Consorzio la concessione demaniale di circa 150 ettari per quindici anni che comprende anche i circa 15 ettari adiacenti al porto turistico Marina di Olbia che pertanto, almeno sino al 2032, sono nella disponibilità e nel possesso legale del Consorzio - sottolinea Bigi -. E la revoca, anche parziale, di tale area può avvenire solo per un reale “interesse pubblico” e non ci pare sia il caso di un porto turistico privato».

Il Consorzio dei molluschicoltori mantiene la serenità di chi conosce bene la normativa, ma tiene comunque pronto il piano B. Le vie legali. «Valuteremo se procedere ad eventuali azioni legali di ricorso, ma lasciamo ad altri il compito della verifica della legittimità del procedimento di adozione del Puc, che pare comunque viziato in alcuni passaggi rimarcando peraltro che, vigileremo su qualsiasi procedimento ci riguardi, che dovrà rispettare il nostro passato e presente, ma soprattutto il nostro futuro, per lasciare a chi ci seguirà il patrimonio storico, economico, culturale ed enogastronomico del nostro settore, compresa la canzone che rappresenta la nostra città ed è nel cuore di tutti gli olbiesi: “S’Indattaraiu”. Continueremo pertanto a produrre le nostre eccellenze per altri centro anni, con buona pace per chi ha ancora in testa astruse velleità». 

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