Covid, l'assessore Chessa a Olbia: «Se facciamo i vaccini estate boom per la Sardegna»

Il responsabile regionale del Turismo interviene all'incontro alla presenza del ministro Garavaglia. Senza vaccinazioni non c'è alternativa, si va avanti con chiusure e riaperture

OLBIA. La Sardegna si preparara alla sfida dell'estate per accogliere i turisti in sicurezza con tamponi rapidi agli arrivi. Al momento sono previsti al porto Isola Bianca e adesso all'aeroporto Costa Smeralda: si tratta del il primo hub aeroportuale in Italia, creato dalla società di gestione dello scalo, la Geasar, e dall'ospedale privato Mater Olbia: sono 5 postazioni allestite nel vecchio deposito completamente riallestito al terminal 2. 

Secondo l'assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa «è stato un anno difficilissimo ma sarà un'estate boom per la Sardegna. Ovviamente se arrivano i vaccini si risolveranno i problemi altrimenti si andrà avanti ancora con aperture e chiusure. La chiave di volta - aggiunge - sarà vaccinare più persone possibile prima dell'estate in modo che la Sardegna sia ancora una delle mete preferite per il turismo».

«Questo è un passo importante nell'ottica di un rafforzamento dei controlli per quel che riguarda i flussi dei passeggeri in entrata e in uscita perché questo consentirà di sottoporre a screening tutti i passeggeri che avessero necessita prima della partenza verso altre regioni, anche nell'ambito di un interscambio che abbiamo già avviato con le regioni che hanno collegamenti turistici con la Sardegna, e che contiamo di portare a termine nei tempi più brevi possibili - ha spiegato l'assessore regionale della Sanità Mario Nieddu - In generale sarebbe importante riuscire a testare i passeggeri in partenza perché questo sgraverebbe le nostre strutture portuali e aeroportuali dagli impegni dei controlli in arrivo che assorbono grandi risorse del nostro sistema sanitario».

Per Massimo Temussi, commissario straordinario Ares-Ats «l'inaugurazione di un centro come questo ancora di più aumenta la capacità di interrompere catene di contagio e di fare in modo che la Sardegna sia una regione più sicura, in vista di un'estate che deve essere diversa da quella dell'anno scorso. È uno strumento per gestire in maniera differente dal passato questa pandemia, per far sì che non sia ancora uno spettro che solo in un anno ha causato la perdita di 58mila posti di lavoro». 

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