Le scuse e gli alibi al tempo delle call - IL COMMENTO

La pandemia ha cambiato i rapporti, per ogni discorso che facciamo o ascoltiamo c'è un limite che imponiamo

La prima legge non scritta delle conversazioni è che “va bene” è l’inizio della fine, seguito dal “ti lascio” un complemento di causa (anzi, di scusa) a piacere. Di solito è una cosa da fare in casa, o una commissione urgente, ma la madre di tutte le chiusure, da qualche anno a questa parte, è la call che ha invaso le nostre giornate, anche se vedersi su uno schermo con l’audio in ritardo e il segnale instabile non può sostituire davvero una riunione e nemmeno una chiacchierata.

Ma la sostanza, alla fine, non cambia mai: noi passiamo tutti i nostri giorni a parlare. Parliamo con gli altri, con noi stessi, con le segreterie telefoniche. Ci vengono addosso centinaia e centinaia di informazioni, molte inutili e poche importanti, e le classifichiamo. Aiutiamo amici, colleghi in difficoltà, sosteniamo cause, rimpiccioliamo i pensieri grandi che ci tolgono il sonno. E per ogni storia, per ogni discorso che facciamo o ascoltiamo c'è una sorta di limite che imponiamo, forse inconsciamente, e ce ne rendiamo conto quando esauriamo lo spazio di tempo e di testa. Chiudere una conversazione è un meccanismo di protezione, di rispetto e di cortesia.Il problema è sempre come farlo. È che abbiamo bisogno di parlare, e gli altri di essere ascoltati, e l'ascolto è un esercizio doppio: la bocca è una, le orecchie due. Usare tutte e tre è difficile di persona, ancora di più se manca il segnale, se l'audio va e viene.

Il complemento di scusa migliore è sempre la verità: è che le cose pesano, occupano e quando si accumulano si avvicinano al limite; è dirlo con estrema sincerità, guardandoci negli occhi o con la voce serena; è che fermiamo le nostre vite per capire cosa succeda alle altre, perché vogliamo aiutare e conoscere, ma dobbiamo proseguire.Oppure continuare a inventare gli impegni improvvisi e le commissioni in pigiama e il cane da accompagnare, le cose da fare, una call di lavoro, "adesso ti lascio, saluta a casa, stammi bene, ciao, ciao".

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