La Nuova Sardegna

Oristano

Porticciolo, conti in ordine dopo i tagli

di Caterina Cossu

Buoni risultati con la politica di austerità avviata dal consiglio di amministrazione. Ma rimangono i problemi strutturali

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ORISTANO. «Non volevo essere il presidente passato alla storia per aver portato i libri contabili delle Marine Oristanesi al tribunale fallimentare. Un taglio significativo degli sprechi era d’obbligo per continuare la gestione del porticciolo di Oristano». La presidenza di Giovanni Sulas alla srl di gestione compie un anno a maggio e la chiusura del bilancio 2013 porta tutta la sua impronta innovativa, promessa all’indomani dell’insediamento.

«Una politica di tagli studiata apposta per conservare i servizi ed eliminare gli sprechi — ha sottolineato Giovanni Sulas — dopo 12 mesi, abbiamo portato una società che nel 2012 perdeva 45mila euro a un utile di oltre 5mila e 500 iscritti a bilancio con segno positivo».

Via telefonini, compensi e oneri previdenziali degli amministratori per oltre 9mila euro, con gettone di presenza del consiglio di amministrazione ridotto da 139 euro a 60. Gli ammortamenti sono pari a quasi 29mila euro e le perdite su crediti, divenuti ormai inesigibili, a oltre 3mila e 300 euro. Il canone demaniale, la cui concessione è stata prorogata con la Regione fino al 31 dicembre 2020, è ancora la seconda voce più consistente nella colonna delle uscite, oltre 170mila euro, e in aumento di quasi 5mila euro rispetto al 2012.

È invece pari a oltre 180mila euro (rinnovata per il 2014 con regolare gara d’appalto per un corrispettivo pari a 130mila euro) la cifra corrispondente ai costi derivanti dal contratto di appalto per la gestione dei servizi principali del porto turistico, cui se ne sommano altri quasi 5mila per la produzione di servizi.

Costi del personale in aumento di oltre 8mila euro rispetto al 2012, controbilanciati da un abbattimento dei turni e dunque dei costi per l’erogazione dei servizi in banchina, pulizia, assistenza all’ormeggio e cura del verde affidati a una cooperativa esterna.

La bolletta dell’energia elettrica pesa sul bilancio per circa 30mila euro, «motivo per il quale per esempio si può pensare di inserire tra gli interventi di miglioramento della struttura un impianto fotovoltaico in grado di pagare i costi energetici della struttura» aggiunge Sulas.

Il valore della produzione è diminuito di oltre 21mila euro rispetto all’anno scorso, per un totale di oltre 650mila euro ma ha un incremento del 12,3 per cento la presenza di clienti esterni e di turisti in transito nella stagione 2013 nel porticciolo di Oristano, «risorsa importantissima e da valorizzare per il rilancio del porticciolo» ha commentato il tecnico e membro del cda, Gian Mario Camedda.

Per le politiche di rilancio, in realtà, la Regione ha già da anni stanziato 5 milioni e 200mila euro, cifra che gioca al raddoppio con un secondo investimento messo in campo grazie al coinvolgimento dei privati. Il primo intervento avrebbe dovuto riguardare il dragaggio del fondale, per portarlo a oltre i 3 metri di profondità, un’azione considerata da anni urgente e di cui ancora, invece, non si trovano tracce tra le acque delle Marine oristanesi.

«Purtroppo dipendiamo dalla preliminare operazione di carotaggio del terreno alla ricerca dei materiali inquinanti presenti sul fondale, un intervento di cui ancora non si conosce l’entità di spesa e che sta affrontando il suo percorso autorizzativo tra i vari uffici regionali» ha spiegato ancora il presidente Sulas.

E senza questo intervento, che porrebbe rimedio a un limite strutturale del porticciolo, i piani di potenziamento devono attendere. Le grandi barche non attraccheranno in queste banchine.

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