A Seneghe i pompieri precari, poche risorse per le chiamate

SENEGHE. Il processo di contrazione del personale discontinuo dei vigili del fuoco, iniziato da alcuni anni in ossequio alla spending review, ormai appare irreversibile e, probabilmente, entro poco...

SENEGHE. Il processo di contrazione del personale discontinuo dei vigili del fuoco, iniziato da alcuni anni in ossequio alla spending review, ormai appare irreversibile e, probabilmente, entro poco tempo cancellerà del tutto il precariato nel Corpo. Di stabilizzazione, per gran parte degli 800 volontari che, periodicamente, vengono richiamati nei vari distaccamenti delle province sarde, neppure a parlarne. Alla luce degli ultimi tagli operati dal Ministero dell’Interno, 50 per cento in meno rispetto al 2014, per loro il futuro diventa sempre più oscuro. Alla riunione, alla quale era stato invitato anche il deputato Mauro Pili (che ha disertato), era presente Gianni Senes del sindacato autonomo dei pompieri (Conapo). Senes, nel suo intervento, ha subito evidenziato quali sono le linee adottate dal ministero in materia di precariato. «Sono qui perché sono stato invitato – ha puntualizzato – esclusivamente come rappresentante del mio sindacato. E in quella veste vi dico con chiarezza, che le scelte del ministero stanno andando verso l’abbattimento del precariato». Il budget nazionale destinato ai richiami in servizio del personale volontario per quest’anno è di 42,5 milioni di euro (per il 2014 erano stati il doppio) e per il 2016 scenderà a 31 milioni. Le minori risorse a disposizione comporteranno per ogni volontario attivo un minor numero di giorni di richiamo rispetto allo scorso anno. Tutto fin troppo evidente, dunque. Il Comando di Oristano, che ha circa 100 vigili discontinui, per il primo semestre di quest’anno potrà effettuare solo 35 richiami di 12 giorni ciascuno, insufficienti per garantire le esigenze dei distaccamenti dipendenti. I primi effetti della contrazione sono già evidenti e riguardano il distaccamento di Cuglieri, chiuso, per mancanza di personale lo scorso 31 dicembre e tuttora inoperante. Danilo Mereu, discontinuo da 17 anni, dice: «Questa riunione, la prima che si tiene in Sardegna, serve non soltanto a prendere conoscenza della situazione che ci riguarda direttamente, ma anche per gettare le basi per la costituzione di un coordinamento, che inglobi tutti i vigili discontinui, che ci rappresenti nelle sedi istituzionali».

I vigili discontinui, è stato evidenziato, costituiscono una risorsa importante per la sicurezza del territorio, che non deve andare perduta. «Comuni e Regione – è stato detto – esaminino la possibilità di farsi carico degli oneri necessari a realizzare, con i mezzi già disponibili, piccoli distaccamenti intercomunali costituiti da squadre composte da 6 vigili. In questo modo, oltre a non disperdere una risorsa umana già formata, in caso di necessità, garantirebbe un immediato pronto intervento».

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