Puntò il fucile per evitare lo sfratto, condannato a due mesi

Processato con rito abbreviato Giovanni Spanu, a maggio aveva minacciato gli ufficiali dalla finestra

ARBOREA. Era il maggio dello scorso anno e il luogo era lo stesso, la strada 22 Ovest, in cui qualche giorno fa le forze dell’ordine hanno provveduto a far rispettare l’ordinanza di sfratto emessa dal tribunale. Anche i protagonisti erano più o meno gli stessi. Così come a gennaio, anche allora Giovanni Spanu (77 anni) e la moglie Bernardetta Cossu (63 anni) provarono, in quel caso riuscendoci, ad evitare di dover abbandonare la casa. Ma non è stata indolore quella difesa strenua della propria abitazione, poi persa per via dei debiti e di una vendita all’asta. Ieri mattina, Giovanni Spanu è stato condannato a due mesi per le minacce perpetrate nei confronti degli agenti degli ufficiali giudiziari e delle forze dell’ordine che erano intervenuti per rendere esecutiva l’ordinanza del tribunale. Bernardetta Cossu sarà invece essere processata separatamente per aver brandito un coltello ed averlo portato al collo minacciando il suicidio.

Il capo famiglia era stato colpito da un decreto penale di condanna per aver mostrato attraverso una finestra quella che pareva la canna di un fucile. Serviva per tenere lontano chi voleva far eseguire lo sfratto. A quel decreto penale con condanna a 7.500 euro aveva fatto seguito l’opposizione e la richiesta di un processo col rito abbreviato che è stato discusso ieri mattina.

Il pubblico ministero Armando Mammone ha chiesto la conferma della condanna, mentre l’avvocato Gianfranco Siuni ha sollecitato l’assoluzione perché non è mai stato accertato che quella fosse una canna di fucile né si sa con precisione chi, tra le persone presenti in casa, avesse deciso di puntarla contro le forze dell’ordine che accompagnavano l’ufficiale giudiziario. Ha vinto la tesi dell’accusa, con il giudice per le udienze preliminari Annie Cecile Pinello che ha condannato Giovanni Spanu a due mesi.

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