«Burocrazia Asl senza logica»

Bosa, la protesta di un disabile costretto a un continuo via-vai in ospedale

BOSA. «Quando dovevo portare la richiesta per il prelievo periodico del sangue a domicilio negli uffici di Santa Caterina non avevo problemi. Ma adesso dovrò chiedere l’ennesimo favore ad un amico perché con la mia moto elettrica se devo raggiungere l’ospedale di Bosa rischio di rovesciarmi e farmi male, vista la pendenza della strada».

Questo il racconto di Giovanni Cossu, originario di Silanus e che a Bosa Marina ha preso casa per curarsi da una grave patologia che lo costringe a stampelle, sedia a rotelle e utilizzo di una moto elettrica. Cossu infatti, come tanti altri pazienti, deve sottoporsi periodicamente ai prelievi di sangue per stabilire la dose giornaliera della sua terapia anti coagulante.

«Ogni sei mesi il medico di base mi rilascia un foglio per i prelievi a domicilio. Io lo fotocopio e quando mi viene comunicato il nuovo prelievo per la Tao lo compilo con la data e lo porto all’ufficio della Asl, che predispone un nuovo appuntamento a domicilio per il prelievo, effettuato da infermiere professionali».

Questo però sembra sempre più complesso e crea anche qualche problema al disabile.

«Prima bastava telefonare e prendevano nota della richiesta. Poi si è passati alla compilazione del foglio e alla sua consegna. Che qualche problema me lo creava, perché anche nei mesi invernali dovevo raggiungere con la mia moto elettrica gli uffici nel rione Santa Caterina». Le disposizioni sono però nuovamente cambiate «Nei giorni scorsi mi è stato comunicato che avrei dovuto presentare la richiesta in ospedale. Ma io non posso raggiungere la struttura con la mia moto elettrica, perché la pendenza è notevole e temo di rovesciarmi e farmi male». Giovanni Cossu riferisce quindi di aver chiamato a Ghilarza, sede del distretto, per chiedere lumi sulla questione. «Mi è stato detto che avrei potuto mandare un fax, sempre a mie spese. Mi chiedo però se non sia il caso di rivedere questa prassi, che crea problemi non solo a me, considerato che spesso devo già incaricare una persona per ritirare il Tao in ospedale, mentre adesso si aggiunge anche questa incombenza».

Insomma, la richiesta è per un diverso e più semplice iter, «so che in altri distretti le cose sono meno complicate» che eviti, in particolare agli anziani o a chi soffre di patologie invalidanti e limitazioni nei movimenti, il continuo via vai in ospedale. (al.fa.)

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