Incidente probatorio sull’incendio del 2014

Marrubiu, ieri la richiesta della difesa che si sostituisce all’accertamento sollecitato dall’accusa

MARRUBIU. La difesa precede l’accusa. La procedura penale consente agli indagati di richiedere l’incidente probatorio, anticipando così l’accertamento tecnico irripetibile che il pubblico ministero Rossella Spano aveva in programma di effettuare. Ovviamente l’esito dell’incidente probatorio diventerà una prova utilizzabile nell’eventuale processo e non sarà sindacabile o frutto di contrasti quanto invece lo possono essere le consulenze di parte.

Per i profani della procedura penale il meccanismo può sembrare contorto, in realtà è molto meno complesso di quanto si possa pensare. Ad ogni modo la richiesta dell’avvocato Pier Luigi Concas andrà nella stessa direzione presa dal pubblico ministero che indaga sul rogo colposo che, la scorsa estate, devastò le campagne vicino alla borgata di Sant’Anna e per la quale sono finiti sotto inchiesta i dipendenti dell’Enel Silvio Ruggiero (49 anni di Cagliari), Carlo Spigarolo (54 anni di Como), Enrico Onni (52 anni di Mogoro), Ubaldo Falchi (70 anni di Rapolano Terme) e Francesca Meneghella (50 anni di Perugia). Sono accusati, con vari gradi di responsabilità, di non aver provveduto alla necessaria manutenzione della linea elettrica tra Is Bangius e Masongiu che, secondo l’accusa, a causa di un malfunzionamento provocò l’incendio. Da un sezionatore, secondo quanto sinora rilevato dagli accertamenti degli agenti del Corpo Forestale, sarebbero infatti partite le scintille che innescarono il rogo che sfiorò case, devastò aziende agricole, di allevamento e artigiane: un inferno che è stato valutato in circa un milione di euro di danni. Ben tredici sono le parti offese che hanno già indicato l’avvocato Gianfranco Sollai come legale per le parti offese. Sono Vittorio Massa, Umberto Massa, Lorenzo Murroni, Antonello Statzu, Alberto Scarabelli, Mario Sanna, Mario Zizi, Franco Massa, Nino Vacca, Giuseppe Zizi, Giovanni Zizi e Gianni Giglio.

L’incidente probatorio servirà a stabilire, grazie a degli accertamenti tecnici specifici, se il sezionatore finito sotto sequestro fosse realmente difettoso e se tutto quanto è stato sequestrato facesse parte di quel blocco di linea elettrica. Sarà quindi il tribunale a nominare un proprio perito e, stando alle previsioni non ufficiali, è possibile che già prima dell’estate possa essere scelto l’esperto che dirà la verità sull’incendio.

Enrico Carta

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