Cherchi: tagliati dalla Regione i fondi per le visite private
ORISTANO. Un forte ridimensionamento del tetto di spesa per le prestazione specialistiche da privato caratterizzerà la Asl 5 di Oristano. Lo indica la delibera dello scorso dicembre della giunta...
ORISTANO. Un forte ridimensionamento del tetto di spesa per le prestazione specialistiche da privato caratterizzerà la Asl 5 di Oristano. Lo indica la delibera dello scorso dicembre della giunta regionale, che dispone il taglio nella misura del 20 per cento. È su questo argomento che si sofferma con forti censure il consigliere di Forza Italia Oscar Cherchi, secondo il quale l’Oristanese starebbe pagando il conto della scarsa lungimiranza politica della giunta Pigliaru. Cherchi, autore di una interrogazione (firmata anche da Gianni Tatti e Attilio Dedoni), denuncia la situazione e chiede che ai pazienti oristanesi venga restituito l’essenziale diritto alla salute. «Una riduzione di spesa di quasi il 20 percento rispetto agli scorsi anni. È la conferma che il territorio di Oristano, per questo governo regionale di centrosinistra, conta meno di niente. Non si spiega infatti come le riduzioni del tetto di spesa delle altre Asl si aggiri intorno all'1 o 2 per cento. Quelle di Sanluri e Carbonia non hanno avuto riduzioni e addirittura a Nuoro il tetto è aumentato, seppure di poco».
La delibera alla quale si riferisce Oscar Cherchi, impone alla Azienda sanitaria oristanese un abbassamento del tetto di spesa di quasi 1milione e trecentomila euro per prestazioni specialistiche ambulatoriali da privato, passando da circa 7milioni di euro degli anni scorsi ai poco più di 5e mezzo per il 2016.
«La Asl non è in grado di prestare autonomamente l'assistenza essenziale specialistica ai pazienti oristanesi, e limitare così drasticamente la possibilità di avvalersi del servizio ambulatoriale da privati previsto fin dal decreto legislativo n. 502 del 1992 e dalle successive modifiche e integrazioni, equivale a condannare i pazienti oristanesi a lunghe trasferte verso le strutture più adeguate o a pagare di tasca propria un diritto che la regione dovrebbe garantire in egual misura per tutti gli abitanti».
Nell'interrogazione, Cherchi e i suoi colleghi chiedono alla giunta una serie di chiarimenti e, sopratutto, se questa intende ristabilire l'equità con le altre ASL reintegrando la differenza e/o ridistribuendo il taglio con le altre aziende sanitarie sarde.
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