Amianto in spiaggia «Diamo a Cabras la bandiera nera»

L’associazione ex esposti vuole così criticare il Comune Da sei anni l’arenile di Funtana Meiga non bonificato

CABRAS. Assegnata al Comune di Cabras la prima bandiera nera per le spiagge inquinate dall’amianto. L’iniziativa certamente provocatoria, ma soprattutto, di denuncia, è dell’Associazione ex esposti amianto che da sei anni, sollecita l’amministrazione del centro lagunare a intervenire per bonificare la spiaggia di Funtana Meiga, dove più volte è stata segnalata la presenza del pericolosissimo materiale. «A pochi giorni dalla assegnazione delle bandiere verdi e blu ai Comuni che hanno pertinenza costiera nel proprio territorio Oggi l'associazione ex esposti amianto istituisce la bandiera nera con il segno zodiacale cancro simbolo dagli anni 70/80 delle lotte dei lavoratori del settore cemento amianto che hanno portato nel 1992 alla fine della produzione e commercializzazione dei manufatti in cemento amianto in tutto il territorio nazionale». Inizia così la nota inviata dal presidente provinciale dell’associazione, Giampaolo Lilliu che spiega i motivi dell’iniziativa. «La prima bandiera nera viene simbolicamente assegnata all'amministrazione del Comune di Cabras che ancora una volta dimostra la poca sensibilità ad attivare la bonifica dell'amianto nell'arenile in oggetto nonostante le ripetute richieste inoltrate in circa 6 anni da codesta associazione, fortemente preoccupata anche dell'immobilismo delle istituzioni e degli enti preposti del nostro territorio che hanno permesso il degrado ambientale e sanitario derivante dalla fibra killer in uno dei luoghi più apprezzati al mondo quale è la penisola del Sins reso ancora più grave dal fatto che ricade un'Area marina protetta».

Pare non ci siano mancanze di risorse a monte della mancata bonifica dell’arenile, se è vero quanto riferiscono gli ex esposti «Cabras è stato destinatario di finanziamenti regionali finalizzati alla bonifica dell'amianto nell'arenile in questione».

L’associazione ha scritto anche al sindaco, ricordando la prima segnalazione, trasmessa al Comune a febbraio 2010 con la richiesta di bonifica dell'area, poi sollecitata a giugno dello stesso anno e l’esposto, inviato due anni dopo alla procura della Repubblica «con l'intento di sollecitare l'intervento di bonifica e la richiesta di individuare eventuali inadempienze e responsabilità da parte sia dell’ Amministrazione comunale che degli Enti preposti in quanto, ad avviso della Associazione, si stava ledendo il diritto alla salute dei cittadini e la difesa dell'ambiente», ha scritto fra le altre cose Lilliu, che ha sollecitato la recinzione dell’area da bonificare «molto vicina alle case» e la segnalazione del pericolo per la salute determinato dalla presenza di manufatti di eternit, in parte ormai danneggiati, che sono nella zona».

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