In 500 schierati contro l’Ivi

Presentate da residenti e associazioni le osservazioni al progetto sulla riqualificazione di Torregrande

ORISTANO. Sono 488 gli oristanesi ad aver sottoscritto le osservazioni al procedimento di Valutazione ambientale sul progetto dell’Ivi petrolifera sul litorale di Torre Grande presentate dal gruppo di intervento giuridico e dal comitato per la tutela e lo sviluppo di Torre Grande. È proprio l’associazione ambientalista a darne notizia, attraverso un post sui sociali non a caso intitolato “La carica dei 500 per difendere la costa di Torregrande”.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico e 488 oristanesi hanno inoltrato i loro atti di intervento con “osservazioni” al progetto che prevede la realizzazione di un complesso ricettivo da 350 posti letto, con 27 villette, un campo da golf a 18 buche, servizi turistici, opere di urbanizzazione, club house e, servizi commerciali nella pineta litoranea della borgata marina, in gran parte di proprietà pubblica.

Un progetto che in realtà, alla stragrande maggioranza degli oristanesi piace: durante la giunta Tendas, incassò il voto favorevole dell’intero Consiglio comunale. Oggi, invece ci sono 488 oppositori a un piano che fece primi passi durante la gestione commissariale del Comune, con l’assegnazione in concessione all’impresa petrolifera dei circa cento ettari di pineta comunale dove, secondo i programmi dell’Ivi, si svilupperà gran parte dell’intervento edilizio. Gran parte di quelle opere, tuttavia, almeno secondo il Gruppo di Intervento giuridico, in realtà non potrebbero mai essere realizzate. La principale contestazione contenuta nelle osservazioni depositate alla Regione, riguardano il vincolo assoluto di inedificabilità all’interno della fascia dei 300 metri dalla battigia, area sulla quale, invece, secondo i firmatari delle osservazioni, ricadrebbero quasi completamente gli interventi edilizi contenuti nel progetto.

Il timore dei ricorrenti è anche per il futuro di quell’area, fino a ieri pubblica, dunque, accessibile a tutti i cittadini. Difficile infatti, secondo i firmatari, immaginare che in quest’area, fra campo da golf, alberghi e villette, chiunque potrà avere accesso. «In ballo, come avevano spiegato in una affollatissima assemblea tenuta qualche giorno fa al Centro servizi culturali, Emanuele Pinna, del Gruppo di intervento giuridico e Maria Luisa Loche, del Comitato per Torre Grande, c’è il destino non solo della pineta, che vedrà abbattere ed estirpare definitivamente quasi 6 mila alberi, ma anche delle dune e dei terreni agricoli circostanti. La pineta, è stato infatti ricordato, venne impiantata negli anni Cinquanta non tanto per scopi estetici quanto pratici. C’era da impedire il processo di desertificazione, tipico delle zone costiere, ma anche, salvaguardare, attraverso l’azione frangivento degli alberi, le aree coltivate che altrimenti, a causa della salinità, sarebbero diventate praticamente sterili. Insomma, eliminare il bosco potrebbe provocare un danno ambientale. Le opposizioni al progetto riguardano inoltre i problemi che deriveranno dal prelievo diretto dal fiume Tirso di quasi 6 milioni di metri cubi all’anno di acqua per l’ irrigazione del campo da golf.

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