Il comitato per l’ospedale rivuole le vecchie Province

GHILARZA. Andare avanti in ordine sparso in una battaglia difficile come quella in difesa dei servizi sanitari non ha cambiato lo stato delle cose negli ospedali dell'Oristanese.La vertenza, già di...

GHILARZA. Andare avanti in ordine sparso in una battaglia difficile come quella in difesa dei servizi sanitari non ha cambiato lo stato delle cose negli ospedali dell'Oristanese.

La vertenza, già di per sé difficile, è stata resa ancor più impervia dall’assenza di una regia unica provinciale che desse maggiore incisività alle rivendicazioni dei territori.

Ne è convinto il Comitato Delogu Bene Comune, che lamenta l'assenza di ambiti territoriali di rappresentanza di governo in grado di raccogliere le istanze delle istituzioni e delle comunità locali e di mediare con la politica regionale e rilancia il ruolo delle Province.

I rappresentanti del comitato reclamano il ripristino di ruoli e funzioni degli enti intermedi e chiedono ai sindaci sardi di sposare la causa con uno “sciopero istituzionale collettivo”.

In altre parole il Comitato propone una astenione dal voto delle fasce tricolori alle elezioni di aprile per il rinnovo delle cariche negli attuali ambiti provinciali.

Un’azione tesa a spingere il prossimo consiglio regionale ad approvare una legge ad hoc sulle Province, «che il voto popolare del referendum del 4 dicembre 2016 ha inteso salvaguardare nel contesto della nostra Carta costituzionale», sottolineano Raffaele Manca, Livio Deligia e Immacolata Boeddu.

«Vediamo e viviamo una Sardegna sempre più sfiduciata e stanca, anche di parlare e di far sentire la propria rabbia per i troppi diritti negati», spiegano i promotori dell'iniziativa allargando il discorso dalla situazione dei servizi sanitari sulle zone periferiche dell'isola al dimensionamento degli istituti scolastici, alle condizioni della viabilità e dell'ambiente.

«Per questo dalla nostra disagiata periferia mettiamo in campo la proposta di una forte iniziativa, unitaria e libera da appartenenze, che possa aiutare il superamento delle condizioni di isolamento dei molti territori marginali della nostra isola».

Maria Antonietta Cossu

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