Sant’Anna in parte abbandonata

Appello al Comune di Marrubiu. «Strade malridotte, aree verdi incolte»

MARRUBIU. Quella parte di Sant’Anna abbandonata. È il contenuto di una lettera aperta scritta dal signor Giorgio Salis, residente della borgata, inviata qualche giorno fa all’amministrazione comunale di Marrubiu per segnalare una serie di problematiche.

Secondo quanto riporta il cittadino nella missiva, non si tratterebbe della prima, ma dell'ennesima segnalazione avanzata agli uffici comunali negli ultimi due anni. Aree boschive trascurate, pericolose per gli incendi estivi e luogo prediletto per lo scarico di immondizia e rifiuti di vario genere, come sottolinea nella lettera il residente. «I tratti di bosco sono estremamente trascurati – spiega il signor Salis – dal punto di vista delle precauzioni necessarie per prevenire gli incendi. Se si riesce a superare rovi e sterpaglie si scoprono ogni sorta di rifiuti abbandonati, che rendono l'ambiente indecoroso e certamente un pericolo per la salute delle persone». Una via da tempo si sarebbe trasformata in una specie di cantiere. «In via Livorno – si legge nella lettera – il marciapiede è privo di pavimentazione, un'insidia per gli inciampi costituiti dai pozzetti. Quel che resta dei pallet che contenevano le piastrelle di cemento, inspiegabilmente non posate, continua a far mostra di sé e alcune delle strade laterali, abitate da tempo, sono prive di pavimentazione stradale». A questa situazione si aggiunge uno scavo lungo strada, evidentemente non sistemato, dove ristagnerebbe l'acqua piovana. «Sempre in via Livorno – spiega nel dettaglio Salis – un scavo malamente perimetrato e segnalato, colmo per metà d'acqua, rappresenta un pericolo per i bambini ed è praticamente una incubatrice per le zanzare«. Ultimo punto annoso evidenziato dal residente riguarda la principale via di accesso a Sant'Anna. «Probabilmente la competenza è provinciale, ma la strada di accesso alla frazione è in uno stato di dissesto pietoso da mesi». Il quadro descritto, secondo il residente, non sarebbe semplicemente il risultato delle ristrettezze economiche che stanno vivendo da anni le casse degli enti locali, ma anche il frutto di qualche dimenticanza di troppo. «Sono ben consapevole che le risorse economiche sono scarse – conclude nella lettera – ma almeno per quanto riguarda la pulizia del sottobosco, la prevenzione dal rischio incendio e la chiusura degli scavi con ristagni d'acqua, non si tratta di interventi che richiedono grandi somme ma solo un poco di buona volontà e di attenzione alla sicurezza delle persone».

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