I campioni del volley abbattono i muri

In campo le nazionali maschile e femminile non udenti

ORISTANO. Lo sport come strumento per superare la disabilità e le limitazioni che questa comporta nella quotidianità. Questo il messaggio di inclusione lanciato dalla manifestazione “Volare oltre i confini”, inserita all’interno del calendario di Oristano Città Europea dello Sport 2019, che ha visto protagonisti gli atleti delle nazionali italiane non udenti di pallavolo, maschile e femminile.

«La sordità è una disabilità invisibile e per questo forse più difficile da conoscere e affrontare – ha spiegato Alessandra Campedelli, coach della nazionale italiana femminile non udenti –. L’attività sportiva può aiutare ad andare oltre i propri limiti, agevolando l’autonomia quotidiana. C’è chi, proprio grazie alla pratica sportiva e alle competizione, ha instaurato nuove relazioni, chi per la prima volta ha imparato a viaggiare da solo». Sembrano cose normali per chi non ha problemi, diventano invece barriere difficili da superare per chi si trova a fare i conti con una qualsiasi forma di disabilità.

La giornata di solidarietà ha avuto come teatri l’aula magna del liceo scientifico, che ha ospitato il convegno “La disabilità invisibile”, e il PalaTharros dove, davanti a un’ottima cornice di pubblico, si sono esibite la nazionale maschile e quella femminile di pallavolo, rispettivamente contro la formazione della Sandalyon Cagliari e contro una rappresentativa isolana.

Rispondendo alle curiosità degli studenti, i tecnici azzurri hanno svelato tecniche di allenamento e comunicazione: «L’impossibilità di servirsi di feedback vocali durante le azioni crea difficoltà non indifferenti. In ogni allenamento, in ogni momento in cui siamo insieme, dobbiamo cercare espedienti per comunicare senza la voce – ha spiegato Alessandra Campedelli –. Iniziative come questa sono fondamentali perché abbattono i muri e ci aiutano a farci conoscere».

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