Quei milioni persi negli stagni

Il progetto Riberas doveva valorizzare le aree lagunari e fluviali: dal 2006 a oggi solo progetti a metà

CABRAS. La valorizzazione delle aree lagunari e fluviali è una colonna sonora che accompagna da tempo i propositi dei comuni dell'Oristanese: è una sorta di eterno ritorno, con progetti simili che si ripetono nel corso degli anni e che non sempre vanno a buon segno. Qualche progetto resta solo sulla carta, come il parco fluviale del Tirso, qualche altro viene completato, ma non tutto alla fine va per il verso giusto. È il caso del progetto Riberas – finanziato con fondi europei, regionali e comunali – che puntava alla riqualificazione delle linee rivierasche di Cabras, comune capofila, Riola e Santa Giusta.

Si parla di tanto tempo fa, il progetto venne finanziato tra il 2006 e il 2007, con uno stanziamento totale di più di 7 milioni. «A Cabras – spiega il sindaco Andrea Abis – è sopravvissuto un solo pezzo di quel progetto, il Centro canoa sul Rio Tanui, affidato in gestione al Circolo nautico oristanese. La mancata manutenzione ha fatto perdere tutto il resto irrimediabilmente». Si parla della riqualificazione di un’area che va da Piazza Stagno fino alla torre di Su Portu, sulla strada per San Giovanni di Sinis: in pochi anni passerelle e ponti in legno sono marciti, in qualche caso addirittura qualcuno si sia portato vie le assi. Centinaia di migliaia di euro sprecati e il percorso impraticabile: «Ne siamo consapevoli – afferma Abis –, ma nei prossimi mesi, con la programmazione territoriale avremo la possibilità, non solo di recuperare quanto perduto, ma anche di ampliarlo».

«L’Unione dei Comuni Terra de Giganti – spiega il sindaco di Riola Sardo, Mauro Saba – ha messo in campo un progetto che punta a realizzare percorsi ciclabili e pedonali lungo il Rio mar ’e foghe, arrivando fino alla riva nord dello stagno di Cabras e quindi fino a Torregrande». Anche a Riola, i risultati di Riberas sono in bianco e nero: fondamentale l’impiego dei fondi per la sistemazione definitiva del Parco dei suoni, ma i percorsi ciclabili e pedonali che dovevano andare dalle rovine di Santa Corona fino al parco non sono mai davvero entrati in funzione a pieno regime. Santa Giusta, dal canto suo, scelse di investire la maggior parte delle risorse nella realizzazione di strutture: «Venne sistemato il municipio e realizzate le due piazze davanti e dietro la casa comunale, i moli per l’approdo dei pescatori funzionano ancora. Capitolo a parte le passerelle che attraversano lo stagno, quelle sono distrutte, ma non vennero realizzate con Riberas».

Anche a Santa Giusta, in ogni caso, sarà la programmazione territoriale a portare 900mila euro per un percorso che costeggi tutto lo stagno. Sarà la volta buona? Guardando oltremare, è facile trovare tanti esempi di turismo lagunare o fluviale.

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