Zone Equus, la giunta sotto tiro

La battaglia politica si concentra sull’urbanistica. La Civica presenta un’interpellanza

ORISTANO. Il pasticcio è doppio e servito. Il Piano urbanistico comunale a pochissimi anni dalla sua approvazione e dalla sua adozione dimostra, oltre che i vantaggi, anche tutte le sue falle e non sono poche. Dopo la grana irrisolta delle zone classificate come C2RU, un tempo agricole e ora edificabili per le quali è cresciuta esponenzialmente anche l’Imu sebbene la gran parte dei terreni non abbia visto un solo blocchetto, il caso Equus impazza e turba le notti e i giorni non solo dei proprietari delle scuderie diventate case che viaggiano verso la demolizione perché considerate abusive, ma anche quelli della giunta.

Per ora non si muove foglia, nel senso che ciò che dovrebbe essere demolito è ancora al suo posto. Al momento, l’ordinanza ha riguardato un’unica scuderia ritenuta figlia di abusi edilizi che l’introduzione delle zone Equus nel Puc avrebbe dovuto sanare. Secondo il tribunale, tutto è rimasto invece irregolare e quindi da demolire. E il Comune che fa? La domanda dovrà avere per forza una risposta in tempi rapidi perché ieri il gruppo La Civica ha presentato un’interpellanza urgente. La premessa somiglia tanto a una cronistoria di come la situazione di abuso a macchia di leopardo abbia avuto origine. Dai permessi per la costruzione di box per cavalli, fienile e deposito si è passati alla nascita di villette o villoni. Così la zona tra la stazione ferroviaria e Fenosu ha cambiato completamente faccia. L’ha fatto però in maniera irregolare, tanto che ora stanno arrivando i provvedimenti della magistratura che non possono certo essere accantonati come semplici scartoffie.

Mettendo da parte le questioni legali, ci sono aspetti in cui le competenze dell’amministrazione sono chiare. E così i consiglieri Angelo Angioi, Peppi Puddu, Vincenzo Pecoraro e Lorenzo Pusceddu chiedono che, per prima cosa, venga chiarito il numero dei provvedimenti di demolizione presi dagli uffici del settore Edilizia privata e controllo del territorio. C’è poi un generale problema di mappatura e riqualificazione delle aree che non si sa se sia stato eseguito, sebbene la giunta Lutzu si fosse impegnata in tal senso scomodando anche la facoltà di Architettura dell’università di Sassari e chiamando in causa fantomatici interlocutori in Regione. Quindi si torna al vero nocciolo della questione, il Puc con le grane Equus e C2ru, dove il disordine e il consumo di suolo iniziano a preoccupare.

L’ultima domanda sa quasi di suggerimento: «L’amministrazione intende ricorrere all’acquisizione gratuite delle opere abusive al patrimonio comunale, per una possibile, necessaria patrimonializzazione della Fondazione Oristano?»

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