Sanità, piccola odissea per chi deve fare le analisi

Terralba, i pazienti segnalano le lentezze dell’ambulatorio dell’Assl Per prenotare, eseguire i prelievi e ritirare gli esiti servono tre giorni

TERRALBA. Quando una semplice visita medica somiglia a un travaglio. L’esempio arriva da Terralba, dove le parole spiegano meglio di ogni altra cosa quale sia la situazione. «Per fare delle analisi siamo costretti ad andare per tre volte al poliambulatorio: la prima per prenotare, il secondo giorno si va per effettuare il prelievo, il terzo lo si deve dedicare al ritiro del referto. Insomma, se il paziente lavora, è costretto ad assentarsi per ben tre volte e questo non è possibile per tutti».

Le lamentele per i disagi che i pazienti devono affrontare quando si recano alle strutture di Terralba che dipendono dall’Assl di Oristano, sembrano destinate a non doversi esaurire mai. Che gli utenti chiedano maggior attenzione da parte di chi deve organizzare i servizi sanitari non è una novità. Succede da tempo, considerato che Terralba è anche punto di riferimento di un bacino d’utenza piuttosto ampio. Ecco il racconto fatto al giornale da una signora che qualche giorno fa si è recata per fare delle analisi: «Quando siamo stati in ambulatorio per effettuare il prelievo abbiamo visto davanti a noi otto persone e così abbiamo ingenuamente pensato che ci fosse poco da aspettare, invece l’attesa è durata più di un’ora e mezza. Solo quando è stato il nostro turno ci siamo resi conto del motivo di tante lungaggini: i computer andavano in tilt continuamente e non solo per i prelievi, ma anche per le prenotazioni».

Il racconto dell’utente prosegue: «A nulla sono servite le nostre rimostranze, quando, gli abbiamo spiegato che andando direttamente a Oristano il servizio era più spedito e ci avremmo impiegato meno tempo. Gli addetti ci hanno risposto che che il disservizio non è imputabile a loro e che la struttura dipende dal Distretto sanitario di Ales». I disagi però non sono unicamente relativi alla lentezza dei computer, forse da sostituire o comunque da aggiornare. Il primo impatto, per chi si reca al poliambulatorio, non è certo il massimo: erbacce attorno ai muri esterni e nei parcheggi. Va anche peggio al consultorio, sul lato dell’ingresso per disabili, dov’è evidente che la pulizia lasci parecchio a desiderare, con rifiuti e erbacce ovunque. Una situazione paradossale se si considera che si tratta di strutture sanitarie pubbliche. Gli utenti si lamentano, ma evidentemente, nessuno li ascolta. Sollecitano insomma un servizio migliore.

I problemi di Terralba non sono i soli a riguardare le strutture del distretto sanitario che fa capo ad Ales. Diversi giorni fa, i pazienti del poliambulatorio di Mogoro avevano evidenziato il fatto che il montascale non fosse funzionante, un bel problema per una struttura frequentata soprattutto da anziani.

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