Accordo per gli affitti, il Comune sotto attacco

Il Sunia Cgil contesta la regolarità del patto con tre associazioni di inquilini «A rischio il canone concordato. Se non si torna indietro si va in tribunale»

ORISTANO. Il momento non è dei più sereni per l’amministrazione targata Andrea Lutzu, inutile negarlo. E un’ulteriore conferma dell’adagio secondo cui piove sempre sul bagnato arriva dal Sunia Cgil. Tema del contendere il sistema degli affitti a canone concordato presentato ufficialmente due settimane fa. Un allarme firmato dalla stessa organizzazione, che denuncia come, a metà dello scorso luglio, dieci associazioni di inquilini e proprietari abbiano sottoscritto l’accordo territoriale previsto dalle norme nazionali per ottenere le agevolazioni fiscali, per poi apprendere, a fine agosto, la sottoscrizione di un diverso accordo tra l’amministrazione comunale e altre tre associazioni.

Il nuovo accordo, accusa il sindacato, sarebbe stato stipulato senza alcun tipo di confronto con le altre organizzazioni e quella firma ha l’effetto di rendere inutile quello regolarmente protocollato in Comune. È proprio l’assenza di un confronto preliminare uno dei tasti su cui batte maggiormente la Sunia CGIL, sottolineando come le richieste formali per un incontro rivolte al primo cittadino siano, fino a questo momento, cadute nel vuoto. «Quello che è accaduto a Oristano è inspiegabile e inaccettabile – le parole del responsabile regionale del Sunia Cgil, Marco Cuccu –, prima di tutto perché c’è stata una violazione delle norme e poi perché si sono creati non pochi inconvenienti ai cittadini che hanno già stipulato contratti o si apprestano a farlo, per beneficiare degli sgravi fiscali».

Disincentivare le situazioni irregolari rientra tra gli obiettivi delle disposizioni nazionali che hanno previsto la cedolare secca, una tassa che dal ventuno per cento scende fino al dieci quando si sceglie il canone concordato piuttosto che il libero mercato, precisano dall’organizzazione sindacale. Da qui l’allarme lanciato: un vantaggio ricadente sull’intera comunità rischierebbe di essere vanificato dall’azione dell’amministrazione comunale. «Anche a livello nazionale – conferma Marco Cuccu –, le segreterie e i responsabili delle diverse associazioni sono rimaste sconcertate perché gli accordi sono sempre il frutto di una concertazione e sicuramente non di un’iniziativa di singoli e a insaputa degli altri».

L’appello delle associazioni, pertanto, mira a risolvere la questione all’interno dei confini di un confronto istituzionale, con una convocazione da parte del Comune, escludendo così il passo ben più pericoloso di fare ricorso alle vie legali. Nel frattempo, le associazioni interessate e tagliate fuori dall’accordo di fine aogsto si incontreranno martedì per valutare quali ulteriori azioni intraprendere.

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