Morì dopo l’intervento, condanna

Conferma della corte d’appello per il decesso di un paziente

ORISTANO. La conferma arriva in appello. Il processo di secondo grado a Cagliari si chiude allo stesso modo di quello che si era celebrato a Oristano, quando il giudice per le udienze preliminari aveva condannato a otto mesi la dottoressa Giuliana Casula per omicidio colposo. Il medico faceva parte dell’équipe che operò, alla casa di cura Madonna del Rimedio, il paziente Massimo Cenedese per la rimozione di un polipo intestinale. L’intervento però andò male e il paziente morì dopo qualche giorno di atroci sofferenze. Era infatti stata perforata una parte dell’intestino durante l’operazione chirurgica effettuata dal primario Angelino Gadeddu. A sua volta imputato aveva chiuso la pratica con il patteggiamento a otto mesi, mentre per gli altri medici inizialmente finiti sotto accusa il cammino processuale è stato diverso. Roberto Pisanu era stato prosciolto, Monica Perra è ancora sotto processo in primo grado dopo il rinvio a giudizio, mentre la dottoressa Giuliana Casula aveva scelto il rito abbreviato per cui ieri è stato celebrato l’appello che ha confermato la sentenza di primo grado.

La corte non ha stabilito entità di risarcimenti né provvisionali per la moglie Ursula Tomasi e gli altri familiari di Massimo Cenedese che si erano costituiti parte civile assistiti dagli avvocati Valerio Martis, Ezio Ullasci, Luigi Concas ed Edoardo Vassallo.

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