Sartiglia, sì al tavolo della pace

Tra Associazione cavalieri e Fondazione c’è l’accordo: i primi decideranno chi parteciperà alla giostra

ORISTANO. Dopo mesi di scontro serrato tra l’Associazione cavalieri e la neocostituita Fondazione Oristano, martedì potrebbe essere siglata la pace. Le due parti erano in trincea perché i partecipanti chiedevano che nel regolamento della nuova fondazione venisse riconosciuta l’autonomia di chi sale in sella attraverso una clausola scritta. La riunione propedeutica per l’armistizio si svolgerà in aula consiliare. La convocazione, con due punti all’ordine del giorno e cioè la chiusura del regolamento e le classiche varie ed eventuali, è arrivata alla casella di posta elettronica del presidente dell’associazione cavalieri, Ignazio Nonnis, così come ai presidenti dei due gremi, quello dei Contadini e quello dei Falegnami, rispettivamente Gianni Dessì e Carlo Pisanu, e del presidente della Fondazione Oristano, Angelo Bresciani.

È una cessazione provvisoria delle ostilità, se così si può riassumere quanto accaduto in questi mesi tra i protagonisti della Sartiglia e l’ente organizzatore, nonché un primo passo verso la realizzazione della pace attraverso il riconoscimento del ruolo dell’associazione nel nuovo regolamento. L’obiettivo dei cavalieri è sempre stato infatti quello di vedere riconosciuto il proprio ruolo inteso come unico organo preposto all’iscrizione dei partecipanti alla giostra equestre. In questi mesi il lavoro di mediazione svolto dal palazzo comunale è stato indispensabile. Prima c’era stata la richiesta di un confronto tra le parti, pretesa anche laddove le reticenze dei cavalieri erano evidenti, poi il lavoro di taglia e cuci per accontentare tutti, inserendo clausole varie: da quelle di tutela pretese della Fondazione a quelle di legittimazione dei cavalieri, sino alle decisioni dei due gremi, l’ultimo dei quali, quello dei Falegnami, avrebbe deliberato favorevolmente sul nuovo regolamento proprio qualche giorno fa.

I pezzi del puzzle sembrano aver trovato le giuste caselle per concludere la trattativa. Da un lato la Fondazione, nel tentativo di accogliere la richiesta di legittimazione, avrebbe richiesto una consulenza legale per verificare la possibilità, in termini giuridici, di delegare alla sola associazione cavalieri la funzione di ente preposto all’iscrizione dei giostranti in Sartiglia. Dall’altro l’associazione cavalieri da settimane ha abbassato i toni, offrendo come contropartita etica e intransigenza nel rispetto delle norme. Infine è di qualche giorno fa l’ingresso a palazzo comunale di una sartigliante, Carmen Murru, come neo assessore ai Servizi sociali. Certamente sarebbe sbagliato pensare che la politica di Oristano passi per la Sartiglia, ma sembra evidente si tratti di un altro punto di unione in vista dell’atteso trattato, anzi regolamento, che sigli la pace in nome della Sartiglia.

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