Sartiglia, primo appello deserto

I cavalieri non rispondono alla manifestazione d’interesse, ora parte la trattativa privata

ORISTANO. La manifestazione di interesse? Non interessa ai cavalieri e a nessun altro. È andato infatti deserto il primo tentativo per l’affidamento del servizio di supporto alla Fondazione per l’organizzazione delle prossime tre edizioni della Sartiglia e per la selezione e l’individuazione dei cavalieri che vi dovranno partecipare. La scadenza era fissata per domenica e nessuno ha sollevato la mano, per cui ora si potrà procedere, come previsto per legge in mancanza di adesioni, alla trattativa privata.

Secondo quanto afferma il presidente della Fondazion Oristano, Angelo Bresciani, il dialogo sarà con l’Associazione cavalieri di Oristano per la Sartiglia, guidata da Ignazio Nonnis, la stessa che riunisce tutti i protagonisti a cavallo della giostra. Nonostante l’inaspettato strappo della scorsa settimana, con cui i cavalieri, facendo leva sul non rispetto da parte della Fondazione degli accordi presi, avevano scelto di non aderire alla manifestazione di interesse pubblica, interrotto bruscamente la trattativa e bloccato l’iter di inserimento dell’associazione all’interno dell’ente organizzatore, lo sguardo del presidente Angelo Brescani è rivolto «verso chi ha sempre fatto la Sartiglia. La nostra volontà è sempre stata manifesta, abbiamo fatto la manifestazione di interesse, nessuno ha aderito e ora, come previsto per legge in mancanza di adesioni, possiamo procedere a trattativa privata».

La procedura adottata sinora era stata intesa dai cavalieri come un venir meno agli accordi presi e, ad avviso scaduto, sarebbe forse più corretto leggere come una tutela a garanzia dell’ente. «Sia che aderissero o che non aderissero non cambiava niente per loro. Chi altri ha i requisiti richiesti? – precisa Bresciani –. Il non aderire ha significato non fidarsi di me, degli accordi presi e sottoscritti che era evidente non potessero essere inseriti in un avviso di un bando pubblico», che poteva essere evitato laddove i cavalieri non avessero chiesto l’esclusiva, un titolo non necessario secondo il presidente Bresciani. «Chi può fornire 120 cavalieri, di comprovata esperienza, con dieci anni di residenza a Oristano o sei Sartiglie alle spalle? Nessuno oltre loro».

Nonostante la tempesta, nulla è cambiato: la trattativa privata sarà intavolata sulla base degli accordi raggiunti e sottoscritti con i cavalieri, compresa l’esclusiva per tre anni quale soggetto fornitore dei 120 giostranti. La Fondazione è quindi pronta a firmare con loro, se non ci saranno pretese diverse. L’unica novità dovrebbe essere la firma del presidente che andrà a sottoscrivere l’accordo. Quasi certamente non sarà Angelo Bresciani, che a fine mese dovrebbe lasciare l’incarico. Le nuove nomine per la Fondazione sarebbero infatti già definite e mancherebbe solo l’ufficialità. Dovevano essere prese entro il sedici settembre. Un ritardo che ha significato una proroga dell’incarico per l’ormai quasi ex presidente il cui mandato, dopo due anni e mezzo di lavoro, sembra sia giunto al termine.

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