Caritas e mensa del povero, la solidarietà non va in vacanza

ORISTANO. Saranno in pochi ad andare in vacanze, men che meno, i volontari. Ieri la Caritas ha proceduto con la distrubuzione dei generi alimentari e oggi la Mensa del povero preparerà e distribuirà...

ORISTANO. Saranno in pochi ad andare in vacanze, men che meno, i volontari. Ieri la Caritas ha proceduto con la distrubuzione dei generi alimentari e oggi la Mensa del povero preparerà e distribuirà i pasti per i bisognosi. «Vogliamo far sentire almeno a tavola il clima della festa – spiega suor Gabriella, responsabile della struttura –. Offriremo anche l’antipasto e il dolce, sperando di far sentire meno sole le persone e le famiglie che seguiamo».

Con l’emergenza sanitaria il lavoro delle religiose e dei volontari è cresciuto di almeno il 30 per cento. Così a tavola si siederanno in una trentina e le suore Giuseppine manderanno anche pasti al domicilio di coloro che non potranno lasciare la casa. «Le richieste aumentano giorno dopo giorno anche per i pacchi viveri che consegniamo senza sosta. La generosità delle persone ci aiuta tanto, ma ora iniziano a scarseggiare la carne e il formaggio grattugiato», dice la suora.

Anche alla Caritas diocesana niente vacanze in questi giorni. «Chiudiamo solo oggi e domani, poi riprenderemo l’attività – spiega la direttrice, Giovanna Lai –. Abbiamo fatto in modo che gli assistiti venissero nei giorni precedenti, in maniera da non lasciarli senza l’indispensabile. Anche da noi la mole di lavoro è cresciuta notevolmente. Continuiamo a distribuire viveri, calzature che ci ha donato un commerciante che ha chiuso la propria attività, ma anche libri e giocattoli per bambini. Abbiamo invece momentaneamente sospeso la distribuzione del vestiario».

In provincia, anche la Caritas della diocesi di Ales-Terralba, continua il suo lavoro. Attraverso un’organizzazione capillare, che fa perno sulle parrocchie e sui volontari. I magazzini della struttura sono stati riforniti dalle aziende, dai privati e dall’Agea di quintali di alimenti e prodotti per l’igiene. Negli ultimi mesi sono transitati quasi 1.000 chili di carne in scatola, 1.300 di riso, 3.000 di formaggio e quasi 2.000 litri d’olio. Tutto poi diviso nelle varie strutture periferiche, ad esempio le parrocchie, che a loro volta, distribuiscono ai bisognosi. Il direttore, don Marco Statzu, spiega che il numero degli assistiti è cresciuto enormemente: «Siamo a circa cinquemila pasti distribuiti ogni mese, fortunatamente anche le donazioni dei privati sono cresciute del 70 per cento. Spesso sono donazioni in denaro che ci hanno consentito di acquistare quei generi che mancavano nei magazzini, ma anche cibo, vestiario e medicinali e tanti altri generi di prima necessità, attraverso una rete che si è fatta sempre più attiva». Tante anche le donazioni da parte delle aziende, come nel caso della Glencore di Portovesme, che pochi giorni fa ha consegnato 12 termoscanner, 500 pacchi alimentari e 50 litri di disinfettante per un valore superiore a 10mila euro.

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