I soldi del porticciolo di Torregrande in altri lidi

I 5 milioni distribuiti per opere in vari Comuni isolani. Il sindaco Lutzu: «Ma a ottobre riavremo tutto»

ORISTANO. L’aggettivo del giorno è «tecnico». Così il sindaco Andrea Lutzu e l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Roberto Frongia descrivono il definanziamento di 5 milioni del progetto di riqualificazione del porto turistico di Torregrande. «Confermiamo il nostro impegno. Non c’è alcun problema di risorse, probabilmente il progetto verrà finanziato nuovamente con il mutuo infrastrutture concesso da Cassa Depositi e Prestiti. L’unica condizione è che le opere siano completate entro il 31 marzo 2023» assicura Frongia, assessore regionale in quota Riformatori.

E Lutzu dal canto suo promette: «In autunno andremo in appalto. Abbiamo già il progetto esecutivo, che è approdato in Conferenza di servizi e ha già ricevuto il via libera dei vigili del Fuoco». I soldi sulla carta non ci sono più, restano solo circa 700mila euro da destinare alle anticipazioni e alla progettazione. Ci sono invece le rassicurazioni e sono a breve scadenza per cui tra qualche mese si capirà se si tramutano in fatti. Sui ritardi che hanno portato al definanziamento, Lutzu si assolve: «Il primo stanziamento fu ottenuto dalla giunta Nonnis, poi con il commissario e con Tendas non c’è stato alcun atto relativo alla progettazione. Noi in tre anni siamo arrivati al livello definitivo».

Nel frattempo l'amministrazione ha rinunciato all'intervento sul dragaggio: l’inquinamento del fondale è troppo alto, il materiale va conferito in discarica, con costi che oscillano tra i 5 e i 20 milioni. Tutti i fondi sono stati così dirottati sulle opere a terra: impianto antincendio, illuminazione, raccolta acque piovane.

L’aspetto tecnico, in ogni caso, si accompagna a quello politico. L’ex consigliere regionale del Pd, Antonio Solinas, che ha lanciato per primo l’allarme sul definanziamento, aveva commentato così: «Le risorse per un’opera strategica vengono dirottate su piccoli interventi sparsi nel territorio provinciale». Piccata la replica dell’assessora regionale all’Industria, Anita Pili, che peraltro quando militava nel Pd era vicina proprio a Solinas: «Gli allarmi lanciati ieri sono destituiti di ogni fondamento. Questo impegno conferma l'attenzione della giunta regionale per Oristano».

La questione politica è che le somme derivanti, fra le altre, anche dal definanziamento del progetto oristanese vengono ripartite a pioggia su progetti sparsi in tutta l’isola. Ma anche in provincia, dove spiccano soprattutto i 750mila euro destinati all’ampliamento del municipio di Nughedu Santa Vittoria – il sindaco è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Francesco Mura –, e il milione destinato all’impianto sportivo Italia a Bosa, roccaforte elettorale del consigliere Alfonso Marras, stesso partito dell’assessore Frongia. Un milione rientra anche nelle casse di Oristano: sarà destinato alla strada comunale di Tiria che nel 2013 fu colpita dal ciclone Cleopatra: «Un intervento importante e fondamentale, per il quale esiste già un progetto definitivo» spiega Lutzu.

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