Siapiccia, dimezzata l’Autogestita Grighine

Il Comune toglie 400 ettari ai cacciatori dopo un braccio di ferro seguito all’espulsione di alcuni soci

SIAPICCIA. Non si spara, ma si litiga comunque. La diatriba che vede protagonisti l’Autogestita intercomunale Grighine, associazione venatoria che raccoglie 54 cacciatori tra Siamanna e Siapiccia, e un gruppo di cacciatori di Siapiccia, nove dei quali espulsi a luglio 2019 dall’autogestita per ripetute violazioni dello statuto, sembra essere diventata quasi un tiro al piattello dove in posizione di tiro si è presentata l’amministrazione comunale a suon di proposte e delibere.

Con quella del 30 luglio l’amministrazione ha tolto la concessione di circa 400 ettari di terreni all’autogestita Grighine, quasi dimezzando i 920 ettari assegnati in precedenza all’associazione e minando la sussistenza dell’autogestita, che per legge deve avere almeno 500 ettari di terreno a disposizione.

Tutto inizia qualche anno fa quando alcuni soci vengono accusati di violare le regole: sarebbero entrati a caccia nei terreni dell’autogestita senza far parte della squadra organizzata dal capocaccia e portando con sé anche non iscritti. Dopo vari ammonimenti, nel luglio di un anno fa, ci sono le prime tredici espulsioni che, come spiegano alcuni soci attuali, erano state precedute da un tentativo di accordo: «Ipotizzavamo che ci potesse essere una seconda squadra di caccia, a patto che seguisse le regole e che il territorio venisse ripartito in base al numero dei soci delle due squadre e al rapporto ettaro-cacciatore».

La proposta non fu accettata, e dopo numerosi tentativi di ricompattare il gruppo da parte dell’amministrazione, portavoce evidentemente del malessere di nove tra gli espulsi, si è arrivati a una controproposta formulata da un gruppo di privati e presentata ai soci dell’autogestita su carta intestata dell’amministrazione comunale e inviata anche a uffici provinciali e regionali. Il documento, oltre che riportare le richieste da parte dei cacciatori esclusi, proponeva «un nuovo modello gestionale per scongiurare l’eventuale diffida all’utilizzo del territorio e il conseguente diniego del rinnovo della concessione da parte dell’assessorato regionale con possibile decadenza della stessa».

Suonava più o meno come un ultimatum: o l’autogestita accettava la proposta o l’amministrazione avrebbe tolto tutti i terreni comunali a beneficio dei cacciatori scontenti, senza tenere conto dell’altra rappresentanza di cacciatori ancora soci. Ipotesi respinta al mittente nella stessa delibera, dov’è scritto che «non è una disputa tra consiglio comunale e cacciatori di Siapiccia o tra amministrazione e Autogestita Grighine, non è il tentativo di smembramento di un’associazione che in passato è stata tanto importante per la comunità». Intanto però la soluzione non si trova e nel conto c’è da mettere la sottrazione dei 400 ettari.

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