Niente altare e tabernacolo, una foresta a San Nicola Vecchio

ORISTANO. Ormai sono rimaste solo quattro mura attraversate da vistose crepe. Del tetto non c’è più traccia, anche se dentro si vedono ancora i resti degli archi che reggevano le volte. All’interno,...

ORISTANO. Ormai sono rimaste solo quattro mura attraversate da vistose crepe. Del tetto non c’è più traccia, anche se dentro si vedono ancora i resti degli archi che reggevano le volte. All’interno, però, non si trovano più l’altare e il tabernacolo. La chiesa di San Nicola Vecchio a Massama, abbandonata nel 1868, ospita invece una foresta di ailanto, invasiva pianta di origine asiatica che sviluppa un enorme rete di radici, influenza l’ecosistema e mette a rischio la tenuta strutturale dell’edificio. Da qualche settimana i due ingressi della chiesetta sono stati chiusi con rete da cantiere, ma se l’intervento punta a tutelare l’incolumità degli incauti visitatori, non risolve assolutamente la questione della messa in sicurezza della struttura. Se gli alberi continueranno a crescere, le mura finiranno definitivamente di spaccarsi. I volontari di Massama sono intervenuti più volte per la pulizia del terreno circostante e in effetti fino a qualche anno fa la chiesa era totalmente invisibile e dimenticata dai più: vari interventi di pulizia e l’allargamento dell’adiacente statale 292 l’hanno portata in piena vista.

Mettendo in luce il degrado e l’abbandono che circondano un luogo, che invece potrebbe trasformarsi in un bello spazio pubblico e verde. In questo senso non sono mancati gli auspici da parte dei residenti e dell’amministrazione comunale di Oristano, che nel gennaio 2017 era intervenuta con una pulizia radicale dei ruderi, sotto la supervisione dell’archeologo Raimondo Zucca, e il lavoro di alcuni detenuti della casa circondariale e degli operai della Oristano Servizi. Un bel progetto, che però non ha avuto seguito e oggi l’ailanto e le altre piante infestanti sono di nuovo padrone della piccola navata. Dalla stessa amministrazione comunale è stato confermato in passato che il passaggio alla gestione comunale del tratto antistante della 292 rende possibile un intervento di riqualificazione che preveda la creazione di un piccolo parco. Ma il tempo stringe ed è necessario intervenire il prima possibile. Si tratta infatti di un bene tutelato vista la sua antichità, ma il rischio è che entro breve non resti più nulla da tutelare.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes