I sindaci: «Metteremo l’Ats all’angolo»

I primi cittadini chiedono l’accesso agli atti sui concorsi. Lutzu pronto a un’ordinanza che vieti i trasferimenti di personale

ORISTANO. La diplomazia sinora non è servita, così la politica locale – nel quasi silenzio dei consiglieri regionali, eccezion fatta per il 5Stelle Alessandro Solinas, intervenuto ripetutamente in questi mesi, mentre gli altri sono stati per la maggior parte del tempo più silenti – mette in campo l’artiglieria pesante. La commissione consiliare alla Sanità presieduta da Efisio Sanna, che l’ha convocata due giorni fa, ha infatti sollevato il volume della protesta visto che le ambasciate e qualche manifestazione di piazza non hanno fatto sobbalzare il cuore dei vertici della sanità regionale e locale, partendo dall’assessore Mario Nieddu, proseguendo con il commissario dell’Ares-Ats Massimo Temussi, per arrivare al commissario dell’Assl Francesco Cossu.

Se in queste settimane qualcosa si è mosso, è stato solo in peggio. I numeri impietosi sulla carenza degli organici sono lì a dimostrarlo e allora, visto che i precedenti tentativi erano andati a vuoto, si cambia strategia. La commissione, raccogliendo in toto le proposte fatte dal proprio presidente Efisio Sanna, ha dato mandato all’unanimità al sindaco Andrea Lutzu di giocare una nuova partita. Le carte che il primo cittadino del capoluogo ha da mettere sul tavolo sono diverse. La prima è quella di un accesso agli atti che faccia un po’ da occhiali a raggi x per capire a che punto si sia arrivati con i tanto sbandierati 62 concorsi che servirebbero per rafforzare l’organico – ne hanno parlato qualche tempo fa i consiglieri regionali Domenico Gallus e Annalisa Mele –. Esistono davvero? Finiranno tra un giorno, tra un mese o a “babbo morto”? «L’accesso agli atti sarebbe il modo per capire se ci siano possibilità di avere nuovo personale per gli organici della sanità oristanese oppure se l’Ares e la Regione stiano solo gettando fumo negli occhi», spiega il presidente della commissione Efisio Sanna che poi rimarca: «La situazione negli altri territori è ben diversa e le proteste hanno avuto qualche frutto, da noi protestano i soliti noti, ma chi può davvero fare qualcosa per ora non ha agito».

La seconda mossa è poi la ricostituzione della Conferenza territoriale provinciale socio sanitaria, di cui si sono perse le tracce da tempo. Per la sua ricomposizione bastano i voti dei tre presidenti dei distretti socio sanitari ovvero lo stesso sindaco del capoluogo per il Distretto di Oristano, il sindaco di Ales, Francesco Mereu, per quello di Ales-Terralba e il sindaco di Paulilatino, Domenico Gallus, per quello di Ghilarza-Bosa. Andrea Lutzu però si metterà anche alla testa di una nuova protesta pubblica dei sindaci che, a breve, potrebbero tornare a Cagliari per una riunione congiunta di tutti i consigli comunali da tenere sotto il palazzo della Regione.

Il vero asso nella manica, se non altro perché farebbe parecchio clamore, è quello che vedrebbe lo stesso Lutzu emettere un’ordinanza che imponga all’Ares-Ats e di conseguenza anche all’Assl il blocco dei trasferimenti dei medici. Sarebbe un gesto clamoroso, in ogni caso da studiare bene dal punto di vista legale, «cosa che faremo sicuramente – ammette il sindaco – ma spero di non dover arrivare a tanto perché sarebbe un tentativo estremo di sbloccare la situazione. Saremo nuovamente a Cagliari a protestare. Il mandato mi è stato conferito da tutti i consiglieri che fanno parte della commissione, ora dobbiamo studiare le forme della manifestazione tenendo conto anche delle limitazioni che la situazione legata al covid può imporci. In questi tre anni abbiamo incontrato due assessori regionali, tre commissari dell’Assl, i vertici dell’Ares-Ats, ma il territorio non ha ottenuto le risposte che si aspettava. Ora dobbiamo accelerare perché non c’è più tempo da perdere».

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