Mezzo quintale di marijuana in azienda

Solarussa, arrestato un allevatore di 45 anni originario di Fonni: la droga era nascosta in una decina di contenitori

SOLARUSSA. Estate o inverno ormai non fa quasi più differenza. A giudicare dai sequestri, le coltivazioni sono sempre floride e il mercato, anche in tempi di zone di vari colori e di limitazioni per il commercio, continua a essere quanto mai florido. Così come i campi di Michele Serusi, allevatore di 43 anni originario di Fonni che ha però i suoi terreni nelle campagne di Solarussa, nella località Tanca Sa Cresia. È la sua “zona verde” con sfumature di marrone perché è lì che i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Oristano con i militari della stazione di Solarussa e l’ausilio di due unità cinofile dello Squadrone eliportato dei Cacciatori di Sardegna hanno trovato cinquanta chili di marijuana, già pronti per essere smerciati, e due piante di cannabis in fase di essiccazione che presto sarebbero state trasformate in altro stupefacente.

Il blitz dei carabinieri è scattato di buon mattino. Gli uomini dell’Arma sono arrivati nei terreni dove Michele Serusi custodisce e alleva il suo bestiame, ma non era alle pecore o al latte che i militari miravano. Evidentemente le indagini li avevano messi già sulla strada giusta e infatti sono andati quasi a colpo sicuro. Non si sbagliavano, anche se il recupero della marijuana non è stato così agevole. La droga era infatti nascosta in una decina di contenitori ermetici che erano sparsi un po’ ovunque nel terreno gestito dall’allevatore. Erano anche nascosti e probabilmente sarebbero sfuggiti alla vista di chi non sapeva cosa dovesse cercare. In questo caso però i carabinieri sapevano perfettamente quale fosse l’oggetto della caccia al tesoro e infatti non hanno fallito l’obiettivo.

A proposito di tesoro, non è poco il valore dello stupefacente sequestrato: venduto all’ingrosso avrebbe fruttato circa 100mila euro, al dettaglio si sarebbe potuti arrivare anche mezzo milione in base alla quantità di principio attivo presente. Tutti calcoli sommari che diventeranno più precisi qualora, come di solito avviene, vengano fatti gli accertamenti da parte del Ris sulla qualità dello stupefacente. Per il resto Michele Serusi ha passato due notti nella casa circondariale di Massama, dove oggi ci sarà l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari che dovrà confermare o meno la misura cautelare in carcere disposta dalla procura di Oristano, che ha coordinato il lavoro dei carabinieri sotto la supervisione del procuratore Ezio Domenico Basso. Nelle prossime settimane si capirà anche se Michele Serusi fosse un battitore libero oppure la presenza nel suo terreno di tutta quella droga sia invece legato a un giro più ampio di spaccio di sostanze stupefacenti, con la marijuana che continua a trovare terreno molto fertile in cui crescere nelle campagne dell’Oristanese.

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