Maristanis, sei obiettivi per l’ambiente

Il contratto di costa sottoscritto da enti locali, istituzioni e privati è una iniziativa unica nel suo genere nel Mediterraneo

CABRAS. Dalla collaborazione fra i vari attori operanti nel territorio, ovvero la Regione la Provincia, l’Area Marina Protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre, e gli undici Comuni che hanno nel loro territorio delle zone umide, nasce l’ambizioso progetto corale Maristanis. Sarà cofinanziato dall’organizzazione filantropica svizzera Mava e coordinato dalla Fondazione italiana Medsea in collaborazione con l’Area Marina. I diversi soggetti del territorio hanno sottoscritto recentemente il Contratto di Costa Maristanis, nel quale vengono individuati sei macro-obiettivi per la tutela della biodiversità delle zone umide e costiere.

Il progetto è composto da diversi ambiti e iniziative. Il primo, sperimentale e già finanziato in parte nel 2020, è quello dell’utilizzo di un drone per ridurre i consumi idrici in agricoltura, e prevede il monitoraggio di diverse produzioni agricole con un drone, pilotato da Andrea Liverani, giovane sardo che si è aggiudicato gli Oscar green della Coldiretti.

Un secondo sub-progetto è quello sviluppato dall’azienda Niedditas e da Medsea, e prevede che i gusci dei mitili siano riutilizzati per la costruzione di isolotti artificiali nello Stagno di Corru Mannu nel territorio di Arborea, con l’obiettivo di sostenere l’insediamento e la nidificazione di alcuni tipi di uccelli. C’è poi il progetto plastic free per tutte le spiagge del litorale oristanese, con la messa al bando della plastica monouso nei litorali e operazioni straordinarie di raccolta nei fondali marini.

Per il turismo sostenibile troviamo l’iniziativa del club Friends of Maristanis, il quale si propone di riunire gli attori economici delle strutture ricettive in un progetto di sostenibilità ambientale che prevede una riduzione dello spreco idrico mediante l’uso di due applicazioni. Molto importante è il progetto Is Fainas, che punta al recupero dell’antica arte dell’intreccio, un tempo eccellenza a San Vero Milis e simbolo di emancipazione per la donna, oggi ridotta a un unico artigiano professionista che la esercita. Hanno collaborato l’Atelier Luma e la denisgner Ines Bressand, che hanno visitato il paese e il suo museo, realizzato dalla fondazione Medsea e dall’amministrazione. Ci sono, ancora, la piantumazione del giunco a Sale ’e Porcus, le attività innovative portate avanti nello Stagno di S’Ena Arrubia dalla Cooperativa di pescatori Sant’Andrea, con il ritorno alle origini per alcuni giovani manager, e la realizzazione nella Torre di Marceddì, opportunamente ristrutturata, di un museo delle zone umide e di un punto di osservazione del paesaggio. «Si tratta di una tappa fondamentale per la tutela e la valorizzazione delle zone umide costiere dell’Oristanese», ha commentato Sandro Pili, referente del Gruppo di coordinamento e sindaco di Terralba. «Il progetto è partito come scommessa – ha dichiarato il presidente di Medsea Alessio Satta – e oggi è un’esperienza pilota per l’Italia e il Mediterraneo».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes