Fatture anche agli hobbisti il Consorzio batte cassa

Chieste tre annualità ai piccoli agricoltori non coltivatori diretti o professionali Ma gli utenti protestano e si rivolgono al Garante. Con loro anche l’Adiconsum

ORISTANO. Il Consorzio di bonifica chiede anche agli hobbisti di pagare i contributi di irrigazione. Sarà tuttavia il Garante dei consumatori, al quale si è rivolta l’Adiconsum, a stabilire se quelle cartelle con importi relativi a tre annualità (partono dal 2019, in tutto circa 140 euro) siano legittime o meno. «Per noi sono illegittime e vanno annullate», ha detto ieri nel corso di una conferenza stampa Giorgio Vargiu, segretario regionale di Adiconsum, alla quale molti agricoltori non professionisti si sono rivolti. «Il Consorzio di Bonifica dell’Oristanese sta chiedendo ai piccoli agricoltori non coltivatori diretti, contributi che non sono dovuti». Tutto avrebbe avuto origine da una delibera del 2016, con la quale, l’allora commissario straordinario del Consorzio, Andrea Abis, stabilì i contributi minimi da richiedere agli agricoltori non professionisti: uno è relativo alla manutenzione delle opere irrigue, l’altro per le spese istituzionali, più cinquanta euro, di tributo minimo a consumo, dovuto anche nel caso l’agricoltore avesse utilizzato appena pochi litri di acqua del consorzio. Strategie confermate anche dagli altri due commissari che succedettero ad Abis: sia Battistino Ghisu, che però ridusse gli importi a dieci euro per le spese istituzionali e 35 per le utenze, come pure fece successivamente Cristiano Carrus. A settembre del 2020, finita l’epoca del commissariamento, è il Consiglio di amministrazione, insediatosi dopo le elezioni, a proseguire sulla linea tracciata dai commissari, aumentando però gi importi: 70 euro per l’acqua anche se consumata in ridottissime quantità e 30 per la manutenzione degli impianti, riportando a 20 euro il contributo per le spese istituzionali. Il Cda, guidato da Carlo Corrias, il 19 gennaio di quest’anno stabilisce maggiorazioni degli importi pari al sei per cento (prima era il due), nel caso, scaduti i termini dell’avviso bonario, si debba passare alle cartelle esattoriali. «Tutto illegittimo – ha detto Vargiu – i tributi sono regolati dalla legge nazionale, per la precisione il Regio decreto 2015 del 1933 e la successiva Legge regionale numero 6 del 2008. Ci sono poi numerose sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione, che confermano come non possano essere stabiliti importi minimi per i tributi. «Il tributo del canone di irrigazione – ha proseguito – va calcolato a consumo, nel caso in cui il Consorzio abbia provveduto a installare i contatori, altrimenti si calcola sulla base della superficie da irrigare e della tipologia di coltura». Secondo Adiconsum anche la retroattività delle deliberazioni sarebbero in contrasto con il Codice Civile e con lo Statuto del contribuente. Mancherebbe inoltre l’indicazione dei benefici ricevuti dai terreni, e anche l’informativa non rispetterebbe la legge sulla privacy. «Noi non diciamo agli hobbisti di non pagare, ma di reclamare e chiedere al Consorzio il rimborso delle annualità 2015 – 2018», ha concluso Giorgio Vargiu.

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