Su Pallosu, lavori sempre contestati

Ieri anche gli agenti del Corpo forestale hanno controllato lo stato degli interventi

SAN VERO MILIS. Qualcosa deve essere successo, dopo l’interrogazione presentata dalla minoranza in Consiglio comunale per chiedere di fermare i lavori per cercare di fermare l’erosione della scogliera di Su Pallosu. Non è sfuggita agli occhi di alcuni cittadini la presenza, attorno alle nove di ieri mattina, nel cantiere dell’impresa che sta eseguendo le opere, degli agenti del Corpo di vigilanza forestale. Probabilmente un controllo di routine, dato che l’area interessata è sottoposta a diversi vincoli ambientali e contro quei lavori ci sono stati anche delle segnalazioni alla Regione e alla Commissione europea (il finanziamento complessivo di circa un milione di euro è infatti europeo) per i timori di danneggiamento dell’ecosistema. Ieri, come documentato dalle foto scattate da Andrea Atzori (che l’altra mattina, mentre filmava il cantiere con modi bruschi è stato allontanato da un dipendente dell’impresa) i lavori sono proseguiti regolarmente e i mezzi meccanici hanno iniziato gli sbancamenti della duna di sabbia. Le opere, che riguardano diversi tratti di scogliera della costa di San Vero Milis, prevedono l’erezione di palizzate di legno e la posa di materiale pietroso per cercare di fermare l’erosione da parte del mare. Secondo Antonello Chessa, capogruppo dell’opposizione in Consiglio comunale e firmatario dell’interpellanza, i lavori di sbancamento avrebbero in più occasioni «causato evidenti e documentati danni ambientali a dune e rocce». Chessa, che ha chiesto al sindaco Luigi Tedeschi la revoca delle concessioni comunali rilasciate per le opere «che realizzate così come sta avvenendo fino ad ora, invece di bloccare l’erosione marina rischiano di accelelerarla». Per il momento non ci sono state repliche da parte del sindaco che però, anche in precedenza, aveva difeso la correttezza dei lavori. Di sicuro le file dei contestatori stanno crescendo. Anche la Lipu, nei mesi scorsi era intervenuta chiedendo di fermare gli scavi in quanto avvenivano nell’area di nidificazione del gruccione sardo, specie protetta da diverse convenzioni. (m.c.)

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