I ristoratori iniziano a sorridere

A Cabras timidi segnali di ripresa, ma ci vorrà del tempo prima di tornare ai livelli del passato

CABRAS. I ristoratori riprendono finalmente a respirare. Le riaperture stanno dando almeno un po' di ossigeno alle attività dopo tanti mesi di difficoltà. «Il fine settimana si sta lavorando bene – assicura Cristina Muntoni, titolare con il marito Angelo Pinna del ristorante 'I Giganti' – domenica scorsa avremmo dovuto avere quattro locali per accontentare tutti. Mentre la sera, in settimana, ho la sensazione che la gente abbia ancora paura di uscire». L'estensione della zona bianca fino a Pasqua potrebbe rappresentare un po' di ossigeno, ma l'incertezza rende sempre difficile la programmazione: «Siamo in una sorta di bolla – dice Cristina – ma almeno con la zona bianca riusciamo ad andare avanti. Non è molto, ma è meglio di niente .Stiamo aprendo anche per salvaguardare i ragazzi che lavorano con noi – sottolinea la titolare de 'I Gitanti' – quello che stiamo guadagnando ci basta soltanto per galleggiare, pagare la merce e tenere i dipendenti. Ci dispiacerebbe troppo non poter far lavorare i ragazzi. Tengono famiglia e senza di loro non ce la faremmo. Non è semplice». Dopo l'istituzione della zona bianca per la Sardegna, con lo spostamento del coprifuoco alle 23.30, e della chiusura dei locali alle 23, hanno ripreso le attività anche le numerose pizzerie: «Il fine settimana c'è sempre movimento e si sta lavorando bene, durante la settimana, invece, l'afflusso è più tranquillo – spiega Michele Pisanu, titolare della Pizzeria Molas, in Via Tharros – la zona bianca durante l'estate farebbe recuperare un po' di quanto perso nei mesi scorsi. Abbiamo lavorato 2 mesi in un anno, poi ci hanno fatto chiudere. Noi apriamo solo la sera, facciamo asporto ma in locali grandi come il nostro, con tre sale, da solo non basta per sostenere i costi. Potendo riprendere anche il servizio ai tavoli, una ripresa c'è stata. Il problema è che ci fanno chiudere alle 11, quindi dobbiamo essere un po' veloci, e anziché fare due turni ne facciamo soltanto uno. Anche ai tavoli, ovviamente, c'è la metà delle persone che servivamo in condizioni normali». Letizia, la titolare del ristorante Sa Bell'e Crabasa in via Marconi, prova ad essere ottimista. «Nella prima settimana c'è stato un boom, mentre in questa settimana l'afflusso dei clienti è stato altalenante. Alcuni giorni siamo costretti a dover rifiutare clienti perché siamo pieni, in altri, invece, arriva poca gente. La cosa peggiore è che per il fine settimana, a pranzo e cena, siamo al completo già da metà settimana, e questo ci costringe a dire di no a tantissime richieste». Anche il coprifuoco alle 23.30 non aiuta.

«Ringraziando il fatto che stiamo aprendo la sera – premette Letizia – quest'orario fa da deterrente. Perché chi termina tardi di lavorare, specie dai paesi vicini, ci pensa due volte prima di allontanarsi da casa. Si rischia di sforare il coprifuoco. Inoltre alle 23 i clienti devono essere fuori dal locale, quindi alle 22.50 devono alzarsi dai tavoli. Questo è ovviamente un limite».(p.camedda)

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