Mercato del lavoro fermo e redditi bassi

Cgil e Cisl commentano i dati Inps sulle misure di sostegno agli indigenti e sulle entrate medie per abitante

ORISTANO. «Il Consorzio di Bonifica vorrebbe assumere saldatori ma non ne trova»: è a dir poco paradossale, il caso denunciato da Alessandro Perdisci, segretario provinciale della Cisl, per rappresentare il mercato del lavoro di una provincia dove il lavoro non c’è. «Anche le aziende che si occupano realizzare e gestire le condotte del gas sono costrette a far arrivare da fuori i saldatori specializzati – aggiunge Perdisci – tutto questo perché negli anni, sono stati cancellati i corsi di specializzazione per diverse professioni che oggi sono diventate una rarità». Da molti anni i sindacati lamentano le carenze di un sistema di formazione professionale che vada al passo con le esigenze del mercato del lavoro che è alla ricerca di personale sempre più specializzato «Che noi non abbiamo», aggiung e il segretario della Cisl «e non avremo se la politica continuerà a fare scelte sbagliate che non guardano ai settori emergenti dell’economia, come ad esempio la logistica che i questo anno pandemico ha avuto un notevolissimo sviluppo». Pandemia che dei livelli occupazionali ha fatto disastro. I dati forniti dal sindacato parlano di un calo del 25 per cento di posti di lavoro rispetto allo scorso anno. «Calo determinato dai lunghi periodi di chiusura delle attività della ristorazione e del commercio, con una fortissima penalizzazione dei lavoratori stagionali», dice ancora Perdisci. Un altro dato che da la misura della crisi economica del territorio arriva attraverso l’Inps con i dati su reddito di cittadinanza. Nell'ultimo anno in provincia sono stati circa 9600 i nuclei familiari, pari a oltre 20 mila persone, ad aver usufruito del reddito o della pensione di cittadinanza. Secondo Andrea Sanna, segretario Cgil «è un elemento che ha fatto emergere ulteriormente la gravissima situazione sociale ed economica del territorio». Sanna è esplicito. «Parliamo di redditi davvero bassi, per i pensionati, che in media tra la loro pensione e quella di cittadinanza arrivano a una media di 511 euro al mese», dice il segretario della Cgil.

«La nostra – prosegue – è la provincia con la popolazione più anziana d'Italia. I pensionati sono circa 55 mila, ma il loro reddito medio è tra i più bassi in assoluto». Confrontando i dati sul reddito pro capite si scopre che quello della provincia di Oristano è tra i più bassi della Sardegna.

Se a Oristano ci si attesta a poco meno di 14 mila euro all’anno, le cifre diventano ancora più basse in sette comuni: Bidonì, con 8337 euro, Boroneddu (10.350), Nureci (10.263), Pompu (10299), Ruinas (10308), Siris (9794) e Tadasuni con meno di 10.139 euro all’anno. La mancanza di occasioni di lavoro è anche la conseguenza dello spopolamento che ha portato in dieci anni, ad una perdita di quasi 11mila residenti nella provincia.

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