Il parroco agli autori delle scritte: «Adesso chiedete scusa al paese»

GHILARZA. «Siate all'altezza del paese civile in cui abitate e chiedete scusa alla comunità». È un passaggio della lettera che padre Paolo Contini ha scritto agli autori che attraverso una frase...

GHILARZA. «Siate all'altezza del paese civile in cui abitate e chiedete scusa alla comunità». È un passaggio della lettera che padre Paolo Contini ha scritto agli autori che attraverso una frase vergata sull'asfalto hanno contestato la decisione di chiudere i novenari di proprietà della Curia e hanno esortato il parroco a tornare sui suoi passi. La decisione del parroco era stata condivisa dalla diocesi di Oristano e dal Comune per scongiurare nuovi assembramenti pericolosi per la salute pubblica. Padre Contini si è inizialmente rivolto con parole dure ai responsabili, tre ragazzi poco più che maggiorenni. «Nessuno può e deve temere di mostrare il suo dissenso, ma imbrattare le strade alle 2 di notte non vuol dire "manifestare dissenso", significa semplicemente catapultarsi indietro negli anni fino all'epoca della codardia dei muretti a secco», ha scritto il sacerdote, prima di passare ai toni indulgenti da "fratello maggiore", come lui stesso si è definito. ""A voi non va il mio perdono, semplicemente perché non ho niente da perdonarvi. Vi voglio troppo bene per sentirmi offeso per una stupidata come quella della notte scorsa. Sono certo che avete già capito la fesseria che avete fatto e questo mi basta. Però chiedete scusa al paese».(mac)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes