Il Comune ha cercato alternative ma erano soluzioni impraticabili

ORISTANO. La bocciatura proposta al consiglio dei ministri dal responsabile degli Affari Regionali, l’azzura di Forza Italia Maria Stella Gelmini, è netta e riguarda, in primo luogo, la scelta di...

ORISTANO. La bocciatura proposta al consiglio dei ministri dal responsabile degli Affari Regionali, l’azzura di Forza Italia Maria Stella Gelmini, è netta e riguarda, in primo luogo, la scelta di consentire l'edificazione delle scuderie in tutto l'agro di Oristano «in maniera indiscriminata, in spregio alle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale e al di fuori delle previsioni degli strumenti urbanistici». Le critiche degli uffici romani si concentrano anche su un altro aspetto: la scelta di affidare al Piano urbanistico comunale, e non al Ppr, le valutazioni su tipologie, dimensioni e materiali da impiegare per la realizzazione delle scuderie. Il destino dell'articolo 3 del Piano casa, nato da un emendamento del consigliere regionale Francesco Mura (Fratelli d'Italia) e votato da tutti i rappresentanti politici dell'Oristanese, ora è nelle mani della Corte costituzionale, che potrebbe pronunciarsi nel giro di qualche mese. Nel frattempo, però, il Comune ha bloccato la delibera contenente le norme di attuazione. Regole abbastanza stringenti, quelle previste dall'ufficio tecnico proprio con l'obiettivo di non andare contro il Piano paesaggistico regionale, ma che per ora resteranno sulla carta. L'idea dell'amministrazione comunale era quella di consentire la realizzazione delle scuderie in tutto l'agro oristanese – nelle zone che il Puc individua come E1, E2, E3, E4 – con un indice volumetrico pari a 0,2 metri cubi per metro quadro e un tetto massimo, quali che siano le dimensioni del terreno, di 500 metri cubi. Il trattamento speciale, dedicato a Oristano dal Piano casa regionale, prevedeva la diminuzione del lotto minimo edificabile in campagna che, nella città della Sartiglia, passa da un ettaro a mille metri quadri, ma solo per finalità legate all'allevamento equino. Infine, allo scopo di limitare l'impatto ambientale e paesaggistico, il dirigente del settore Sviluppo del territorio Giuseppe Pinna aveva spiegato che le strutture sarebbero dovute essere facili da rimuovere e le recinzioni realizzate con arbusti e siepi della macchia mediterranea. Nessun via libera a strutture residenziali e nessuna sanatoria generalizzata degli abusi edilizi commessi sino ad ora. Il rischio che i giudici costituzionali blocchino tutt esiste e, dopo le Zone Equus previste nel Puc del 2010 e mai entrate in vigore, anche un'altra soluzione al problema delle scuderie rischia di tramontare.(dav.pi.)

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