«Il Comune non illuda i cavalieri»

Le opposizioni accusano la giunta Lutzu, e sperano in un chiarimento da parte dell’ennesimo assessore all’urbanistica

ORISTANO. Le opposizioni in consiglio comunale non hanno dubbi: inutile portare in consiglio comunale la delibera di variante al Puc contenente le norme attuative per l'edificazione delle scuderie nell'agro di Oristano, sino a quando non si saprà se la legge regionale che ha aperto questa possibilità sia legittima, dal punto di vista costituzionale. Sarà il nuovo assessore all'Urbanistica, verosimilmente l'esponente di Fratelli d'Italia Maria Bonaria Zedda, a dover sbrogliare la matassa, dopo aver ricevuto l'incarico da Lutzu.

Anche perché i cavalieri della giostra equestre vogliono garanzie, come ha spiegato ieri il loro rappresentante Ignazio Nonnis: in caso contrario, la Sartiglia 2022 potrebbe anche saltare. Proprio sul ruolo del nuovo assessore, non risparmia qualche frecciatina il capogruppo sardista Danilo Atzeni: «Il sindaco e la maggioranza hanno fatto le loro scelte, ora toccherà all'ennesimo assessore all'Urbanistica voluto da Lutzu affrontare come meglio crede il problema». Furono proprio i sardisti, quando erano in maggioranza, ad avviare, con l'assessore Gianfranco Sedda, il percorso che ha portato alla scelta di normare a livello regionale la realizzazione delle scuderie in quelle che allora si chiamavano ancora zone equus. L'ipotesi precedente, quando assessora era invece Federica Pinna, era modificare il Puc e classificare le zone agricole in cui ricadono le scuderie come zone dedicate ai servizi. Soluzione forse più semplice, ma che per Sedda avrebbe comportato costi aggiuntivi per chi in quelle aree aveva già, legittimamente, costruito, dato che avrebbe dovuto farsi carico delle opere di urbanizzazione.

«Noi siamo sempre stati molto chiari e corretti con i sartiglianti – afferma Atzeni – e non abbiamo mai annunciato impossibili sanatorie. Ora che siamo all'opposizione non abbiamo alcun modo di incidere sull'azione del Comune, ma ci auguriamo che l'amministrazione avvi subito i contatti con l'assessorato regionale per trovare una soluzione». È proprio sulla regione che punta il dito, invece, il capogruppo democratico Efisio Sanna: «Se il governo impugna 27 articoli su 31, è evidente che c'è qualche problema nel modo in cui è stata redatta la legge e in Regione dovrebbero stare più attenti. Forse la maggioranza, come ho fatto notare in commissione, avrebbe dovuto aspettare qualche giorno in più prima di presentare la delibera, per non sollevare inutili aspettative. In ogni caso, noi tifiamo per la Sartiglia e per Oristano, ma bisogna stare coi piedi per terra e, se ci sono strade alternative, la Regione le tiri fuori. Il Comune, in ambito urbanistico non ha tanta libertà di manovra».

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