Pesca abusiva di ricci: blitz della Forestale e multa di 6mila euro

TERRALBA. Il sequestro di circa mille ricci di mare è costato caro a due pescatori non professionisti di Oristano e Marrubiu, ai quali, oltre alla confisca dell’attrezzatura utilizzata per la pesca,...

TERRALBA. Il sequestro di circa mille ricci di mare è costato caro a due pescatori non professionisti di Oristano e Marrubiu, ai quali, oltre alla confisca dell’attrezzatura utilizzata per la pesca, sono state applicate sanzioni amministrative che ammontano a seimila euro. Ai due pescatori abusivi è stata contestata anche la violazione al decreto anticovid dello scorso 12 marzo, che impone il divieto assoluto di circolazione dalle 22 alle 5 a chi non ha fondati motivi per uscire di casa.

L’operazione, diretta dalla dottoressa Maria Tiziana Pinna, responsabile del servizio territoriale della forestale di Oristano, è stata condotta dal personale del Nucleo investigativo di polizia ambientale unitamente a quello della stazione forestale di Marrubiu e dell’Unità Navale del Corpo di stanza a Oristano. I due pescatori, in violazione al calendario della pesca dei ricci di mare, che prevede il prelievo nel periodo dal 16 novembre al 16 aprile, domeniche escluse, con orario di pesca dalle 6 alle 14, si erano immersi nelle acque di Marceddì con le bombole di ossigeno e utilizzando un tipo di attrezzatura professionale per poter scandagliare meglio il fondale e rimanere più tempo sott’acqua.

La norma che regola la pesca dei ricci di mare prevede il divieto assoluto di prelievo per i pescatori sportivi e ricreativi. Il problema del prelevamento della risorsa si ripresenta annualmente con cadenza regolare, e nonostante sia stato accertato che ciò stia impoverendo velocemente le acque della marina oristanese della preziosa risorsa, i trasgressori alle norme non mancano. Per cercare di salvaguardare la presenza del riccio di mare, già da qualche anno, molti ristoratori lo hanno eliminato perfino dai loro menù. Il sequestro operato nelle prime ore del mattino di ieri è frutto dell’intensificazione dei servizi di pattugliamento nelle aree sensibili e in quelle tutelate delle coste oristanesi per contrastare la pesca abusiva in generale e dei ricci di mare in particolare.

L’assessore regionale all’ambiente Gianni Lampis e il comandante Generale del corpo forestale, Antonio Casula, hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti del Comando oristanese. I ricci, ancora vivi, sono stati liberati nelle acque del golfo oristanese.

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