«Lavori contro l’erosione rispettosi dell’ambiente»

San Vero Milis, dopo le proteste degli ultimi giorni replica del sindaco e dei tecnici «Sono opere indispensabili per salvare la costa di S’Anea Scoada e Su Pallosu»

SAN VERO MILIS. «C’era l’urgenza di evitare problemi molto più seri: queste opere non stanno distruggendo il paesaggio, ma servono a mitigare l’erosione della costa». Il sindaco di San Vero, Luigi Tedeschi, e i tecnici di Criteria e Prima ingegneria di Livorno, società che hanno redatto il progetto dei lavori al centro di dure contestazioni da parte di cittadini e ambientalisti, difendono il loro operato. È una costa devastata da processi di erosione quella di S’Anea Scoada e Su Pallosu: dune di sabbia e falesia si sono spaccate. Il rischio di frane è reale. Ormai sono rimasti pochi metri di terreno tra il mare e le case costruite sulla scogliera a partire dalla fine degli anni Settanta. Ma se è impossibile fermare il mare, che anno dopo anno, inghiotte metri di terra, l’unica strada per ora perseguibile è quella di rallentarne l’azione.

È il sindaco Tedeschi a ripercorrere l’iter dei lavori, finanziati dall’Unione europea e dalla Regione che nel 2012 li aveva inseriti nel Programma di azione coste. «Nessuno – ha detto ieri mattina durante una conferenza stampa – ha mai presentato osservazioni al progetto esecutivo, il cui nullaosta venne rilasciato da dieci enti pubblici nel corso di due conferenze dei servizi promosse dal Comune e nemmeno quando la Regione pubblicò il progetto per la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale o nelle due assemblee pubbliche che organizzammo a settembre e ottobre dello scorso anno».

Le proteste sono invece fioccate a lavori in corso, anzi ormai quasi conclusi. A S’Anea Scoada, ad esempio, le critiche riguardano il tipo di materiale, il candido calcare di Orosei, sistemato alla base della falesia. «Con il tempo il colore muterà a seguito dei processi di ossidazione – ha detto il geologo di Criteria, Maurizio Casu, intervenuto assieme al direttore dei lavori, ingegner Emanuele Tiddia –. Era impossibile utilizzare lo stesso materiale di cui è fatta la falesia e noi abbiamo optato per la scelta meno impattante. Di sicuro non abbiamo compromesso l’arenile e i massi sono stati sistemati in una porzione molto ristretta». Poi ha aggiunto: «Il processo di erosione della falesia è tale che probabilmente, con queste opere, salveremo anche qualche vita. Ci troviamo in un’area abitata e c’era da fare una scelta: provare a rallentare l’azione del mare, con interventi che consentiranno un continuo monitoraggio, oppure lasciare le cose come stanno, che sarebbe stato molto peggio».

Non è diversa la situazione a Su Pallosu. «Gli sbancamenti sulle dune non li abbiamo fatti noi, ma i proprietari delle case per costruire scalette per accedere direttamente alla spiaggia», ha concluso Costa.

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