Piazza piena a Ghilarza ma le risposte non ci sono

Il comitato per l’ospedale manifesta di nuovo per far attuare il piano di riordino «Dopo quattro anni la Regione non è riuscita a realizzare quanto ha stabilito»

GHILARZA. Ai motori spenti delle auto incolonnate per protesta davanti all’ospedale hanno fatto da contraltare gli animi accesi e battaglieri dei cittadini riuniti nel Comitato in difesa del Delogu, che ieri sono nuovamente scesi in trincea. All’ennesimo atto di questa guerra di posizione ha partecipato un centinaio di persone. I dimostranti hanno lasciato una quarantina di macchine in sosta vicino al piazzale del pronto soccorso e hanno presidiato l’area. Le lenzuola deposte sull’asfalto riportavano in pillole le richieste dei manifestanti: la regolare ripresa delle attività del presidio sanitario.

«Il piano regionale prevede il funzionamento di Medicina, Day surgery, Laboratorio analisi, Radiologia, Dialisi, Riabilitazione e Punto di primo intervento. Noi ne rivendichiamo l’applicazione e non ci muoviamo da questa posizione», ha avvertito il capo del coordinamento, Raffaele Manca, che ha esortato i rappresentanti della politica a rispettare le decisioni tradotte in legge nel 2017 dal consiglio regionale.

L’attivista ha alzato il tiro: «Al Delogu è stato appena aperto un ambulatorio di medicina solo grazie alla volontà degli operatori del reparto Covid. L’iniziativa non è supportata da un atto aziendale e solo da questo traspare la mancanza di volontà o l’incapacità di fare una programmazione stringente sul fabbisogno sia in termini generali che quotidiani. Siamo in presenza di una struttura politica e burocratica assolutamente inadeguata. E una Regione che dopo quattro anni non riesce a realizzare il piano di riordino va cambiata, sia sul piano politico che burocratico», ha sentenziato Manca.

Il clima d’incertezza preoccupa anche i giovani. «L’ospedale era una sicurezza e un punto di riferimento per le popolazioni del territorio, se non riapriranno il punto di primo intervento e i pochi servizi che c’erano si perderà una risorsa importante», ha affermato Emanuele Massidda, 31 anni di Ghilarza. «Comunque non ci rassegniamo, continueremo a reclamare i nostri diritti», ha detto Francesca Pilia, di Norbello. E qualcuno ha minacciato di alzare il livello della protesta. «Se non raggiungeremo il nostro intento saremo pronti ad azioni più eclatanti», ha avvertito Celestino Mureddu, di Ghilarza.

Schierati con la gente c’erano gli amministratori comunali di maggioranza e opposizione. Il sindaco Stefano Licheri ha lamentato l’immobilismo della Regione e dei vertici della Sanità: «Neppure il poco previsto dalla riforma è stato fatto. Siamo molto delusi. I cittadini e gli amministratori non hanno bisogno di annunci e proclami, vogliono fatti».

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