Febbre del Nilo, cresce la pura: i contagi nell’Oristanese salgono a quindici
Scattano le ordinanze di protezione della prefettura per i grandi eventi
Oristano È come un’ombra invisibile e insistente che si allunga sull’Oristanese. Non è un’emergenza che fa rumore, né che riempie le piazze, eppure i numeri che arrivano dagli ospedali sono un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. La Febbre del Nilo, veicolata da una semplice zanzara, ha ormai raggiunto quindici casi umani accertati nella provincia, trasformando un problema stagionale in una vera e propria crisi sanitaria. L’ultimo, in ordine di tempo, è un uomo di 71 anni di Oristano, fortunatamente dimesso dopo un breve periodo di osservazione, ma la cui positività al virus ha fatto scattare, ancora una volta, tutte le procedure di emergenza dell’Asl 5.
Il quadro che emerge è preoccupante. Dall’inizio del 2025, un’escalation di contagi ha colpito prevalentemente la fascia più vulnerabile della popolazione. Le statistiche parlano chiaro: tre ultrasettantenni, sette ultrasessantenni, un ultraquarantenne, due ultraottantenni e un ultranovantenne. Undici di loro sono ancora ricoverati, a testimonianza della gravità di un’infezione che, sebbene spesso asintomatica o lieve, può avere conseguenze importanti, soprattutto sugli anziani. Il territorio dell’Oristanese è ricco di zone umide e risaie che rappresentano l’habitat ideale per la zanzara culex, il principale vettore del virus. In questo contesto, la lotta contro la sua proliferazione diventa una priorità assoluta e richiede una collaborazione che vada oltre gli enti e coinvolga attivamente ogni cittadino.
In assenza di un vaccino o di una terapia specifica per il virus, l’unica arma efficace rimane la prevenzione. È un concetto semplice, ma che richiede un impegno costante e meticoloso. Le autorità sanitarie e amministrative lo hanno ribadito con forza in un recente incontro in Prefettura: non si può abbassare la guardia. La Provincia di Oristano, da parte sua, sta intensificando gli sforzi. L’amministratore straordinario, Battista Ghisu, ha sottolineato l’importanza dei trattamenti antilarvali, eseguiti ogni venti giorni nelle aree a rischio. Tuttavia, ha anche evidenziato un problema critico: le larve vengono ancora trovate in prossimità delle abitazioni, segno che l’eliminazione dei ristagni d’acqua non è ancora una prassi diffusa. È un paradosso amaro: mentre gli enti pubblici si attivano con piani di disinfestazione, la battaglia rischia di essere persa nei cortili e nei giardini privati.
La situazione ha richiesto misure eccezionali, soprattutto in vista di eventi che richiamano migliaia di persone, come i festeggiamenti della Madonna del Rimedio e la Corsa degli scalzi. Come emerso durante la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato dal prefetto Salvatore Angieri, In questi giorni, sono in corso interventi di disinfestazione adulticida a San Salvatore e al Rimedio per proteggere i partecipanti. Ma il piano va ben oltre la gestione dell’emergenza. Nel frattempo, la Asl e i Comuni stanno preparando un volantino informativo da distribuire tra i cittadini.
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