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Oristano

Commercio

Mercatino nel centro storico o in piazza Stagno? Ambulanti e Comune divisi

di Paolo Camedda
Mercatino nel centro storico o in piazza Stagno? Ambulanti e Comune divisi

Si apre la discussione sulla proposta lanciata dal consigliere di minoranza Antonello Manca

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Cabras Piazza Stagno o centro storico? La proposta del consigliere di minoranza Antonello Manca di spostare il mercatino settimanale dall’area attuale al cuore della cittadina accende la discussione. Appaiono divergenti le posizioni dei commercianti ambulanti, che vedono con favore l’individuazione di un’area da dedicare al mercatino, e dell’amministrazione Abis. «Ho detto molte volte al sindaco che se non viene individuata una zona idonea, al mercatino di Cabras non vengo e il giovedì preferisco andare a Seneghe o da altre parti – dice il commerciante Massimo Salis –. A nome di tutta la categoria, il mercatino in piazza Stagno non va bene, né per noi né per l’utenza. È fuori mano, in tutta Italia i mercati li fanno in centro per favorire tutte le attività. Dove c’è gente, ci guadagnano tutti. Se si spostasse la collocazione, ad esempio in piazza Don Sturzo, ne gioverebbero anche i bar e le altre attività».

Il sindaco Andrea Abis presenta però una serie di controindicazioni: «È un’idea positiva, ma deve essere anche un’idea praticabile e sostenibile. Non si può pensare di trasferire il mercatino in piazza Don Sturzo con l’idea che le cose migliorino e poi creare grossi disagi al resto della popolazione e al funzionamento del centro urbano». Il primo cittadino è chiaro: «Se una cosa non è realizzabile, non si fa. Non metto a repentaglio la sicurezza urbana e i servizi pubblici per un tentativo mal congegnato. Sul commercio Cabras ha avuto, come città ben più grandi, la chiusura di tante attività negli ultimi venti anni. Quando ero giovane c’erano almeno cinque negozi di abbigliamento, oggi non ce ne sono. Perché e da cosa dipende? Il mondo è cambiato. Tanti cabraresi comprano online e alcune categorie merceologiche non si trovano più». L’analisi del primo cittadino prosegue: «Siamo sfavoriti dalla vicinanza di Oristano, dove dilagano le medie strutture. Così, a fronte di molte chiusure, non ci sono state riaperture: servono investimenti e bisogna far fronte a un’elevata tassazione. Il Comune per incentivare ha dimezzato per tre anni la tassa sui rifiuti a chi apre un nuovo esercizio. Categorie come alimentari e piccole rivendite di frutta e verdura locale godono di ottima salute, ma abbiamo perso abbigliamento e calzature».

I cambiamenti globali hanno cambiato anche il mercato degli ambulanti: «Ne hanno risentito tanto – ammette il sindaco –, e in questo momento il potere di acquisto dei consumatori è aggredito dall’inflazione. Avevamo già pensato a un’eventuale spostamento del mercatino, ma non possiamo mettere a repentaglio altri fattori. Dove sistemiamo i camion? E dove parcheggeranno le auto i cittadini? Chiudiamo il centro? E gli altri cittadini? Il mercatino in centro sarà realizzabile solo quando verranno individuate grandi aree di sosta vicine. Un mercato senza parcheggi non ha senso». A queste osservazioni ribatte Massimo Salis: «Non bisogna pensare che tutti si spostino in auto. Molti anziani, ad esempio, si muovono a piedi. Il problema del traffico e dei parcheggi è una scusa. Anche per le grandi manifestazioni la gente lascia l’auto lontano dal centro storico e si sposta a piedi. Specialmente in inverno la zona di piazza Stagno è proibitiva, non c’è sicurezza e mancano anche i servizi igienici. Una soluzione va trovata».

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