La Nuova Sardegna

Oristano

Consorzio di bonifica, consigliera rischia la decadenza per un taglio di eucaliptus

di Michela Cuccu
Consorzio di bonifica, consigliera rischia la decadenza per un taglio di eucaliptus

L’ex assessora regionale all’Agricoltura Elisabetta Falchi contesta l’attuale consiglio di amministrazione che ha avviato contro di lei una procedura di esclusione

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Oristano Un nuovo e acceso scontro politico scuote il Consorzio di Bonifica dell’Oristanese. La consigliera delegata Elisabetta Falchi, eletta appena dieci mesi fa, rischia la decadenza dal suo incarico. La decisione verrà presa martedì prossimo ed è legata a una contestazione accusa che ella stessa definisce «infondata e ridicola». Si tratta di un improprio taglio di alberi. Secondo l’imprenditrice agricola, questa manovra non è che «un’operazione mirata a togliere di mezzo chi disturba». In una comunicazione ufficiale spiega: «Dal giorno in cui, insieme ad altri agricoltori, abbiamo deciso di candidarci per portare trasparenza e partecipazione nel Consorzio, ci siamo scontrati contro un muro di ostilità, pressioni e comportamenti inaccettabili. Dopo l’elezione, invece di essere riconosciuta nel mio ruolo istituzionale, ho trovato un clima di chiusura e delegittimazione. E ora si cerca di eliminarmi dal Consiglio con una motivazione del tutto pretestuosa».

Il rilievo formulato riguarda il taglio di alcuni filari di eucaliptus, alberi piantati dalla sua famiglia – nonno e padre – negli anni ’50 su terreni di proprietà. L’Azienda Falchi si è sempre occupata della manutenzione del terreno e di ciò che vi era all’interno e l’azione ora contestata è stata affidata lo scorso febbraio a un soggetto terzo specializzato, con l’esplicita richiesta di impegnarsi anche nell’intero iter autorizzativo con gli enti competenti. Nonostante queste precauzioni, è stato notificato un procedimento per «taglio abusivo». Elisabetta Falchi sottolinea di aver immediatamente cercato il dialogo, proponendo una procedura conciliativa prevista dalla legge. Tuttavia, il Consorzio «ha rifiutato la conciliazione, scegliendo volontariamente lo scontro giudiziario», afferma l’imprenditrice. L’obiettivo, secondo la componente del consiglio di amministrazione, sarebbe l’attivazione dell’articolo dello Statuto che prevede la decadenza per chi ha contenziosi pendenti con l’ente.

Un elemento cruciale sollevato è che la richiesta di decadenza si rivolgerebbe a un soggetto giuridico diverso dalla società a cui è mossa la contestazione: «Una forzatura non da poco» dichiara, tanto da ritenere palese il vero intento del Consorzio: «È evidente che non è la tutela del Consorzio e dei suoi consorziati: siamo in presenza di un disegno politico che vuole l’eliminazione di una voce critica e indipendente». Questo caso, avverte, rappresenta «un attacco al principio di pluralismo democratico e un pericoloso precedente per tutto il mondo agricolo oristanese». Lo scontro affonda le radici nelle elezioni del cda, quando si confrontarono due liste: la compagine uscente “Coldiretti e Confagricoltura Uniti” e la lista “Terra acqua e futuro”, nella quale fu eletta Elisabetta Falchi. L’elemento di forte tensione fu che i candidati della lista sfidante erano iscritti alle medesime organizzazioni ovvero Coldiretti e Confagricoltura che sostenevano la lista uscente, segnando una spaccatura interna alle associazioni di categoria. Pur preannunciando la sua continuazione dell’attività di verifica degli atti, anche se forzatamente estromessa, Elisabetta Falchi lancia un monito: «Non mi farò intimidire, il Consorzio appartiene agli agricoltori consorziati, non ai pochi amministratori di turno».

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